Istat: nel 2017 il Pil è aumentato dell’1,4%

L’economia italiana non cresceva a ritmi così alti dal 2010. Ma Federconsumatori resta cauta: "Aumenta la ricchezza del Paese, non quella delle famiglie"

(Teleborsa) Nella media del 2017 il Pil è aumentato dell’1,4% rispetto all’anno prima. Lo rileva l’Istat nella prima stima sulla crescita in termini grezzi, basata su dati trimestrali. Bisognerà però aspettare il primo marzo per conoscere il dato di riferimento per la politica economica.

Un dato perfettamente in linea con le principali indicazioni per il Pil del 2017 con il governo che nella nota di aggiornamento al Def aveva stimato una crescita dell’1,5% così come la Commissione Ue nelle previsioni rilasciate appena pochi giorni fa.  Nel bollettino economico della Banca d’Italia un aumento dell’1,5% è stato riportato. Si era spinto un pochino oltre l‘Fmi che ha aggiornato la stima alzandola all’1,6%, in occasione del forum economico di Davos. 

L’economia italiana non cresceva a ritmi così alti dal 2010 –  Se la prima stima diffusa oggi dall’Istat, ancora provvisoria, sarà confermata nel report che fa il punto sui conti nazionali, il +1,4% sarebbe il dato più alto dal +1,7% messo a segno nel 2010.

Positivi effetti degli interventi sull’occupazione e la ridistribuzione della ricchezza – Secondo il Centro Studi Promotor, invece, l’accelerazione in atto e in particolare il buon risultato del 2017 dipendono in buona misura dall’andamento dell’economia mondiale che è in forte sviluppo, con una crescita del commercio del 4,4% a fine novembre e con una previsione di incremento del 3,9% per l’intera economia del mondo nel 2018.

Decisiva è comunque stata l’azione degli ultimi Governi che ha portato il tasso di disoccupazione, che aveva toccato un picco del 13% nel novembre 2014, al 10,8% del dicembre scorso, livello che non si vedeva dal 2012. In parallelo all’azione sull’occupazione e a quella per favorire lo sviluppo dell’attività manifatturiera – secondo Gian Primo Quagliano, presidente Centro Studi Promotor – decisivi sono stati anche gli interventi di sostegno del reddito delle fasce più deboli della popolazione. Questi interventi hanno contrastato la tendenza della concentrazione della ricchezza, che, al di là di ogni considerazione morale e di equità, è oggettivamente un fattore frenante dell’economia. L’eccessiva concentrazione della ricchezza penalizza infatti la domanda di beni di consumo di prima necessità e comunque non durevoli, che in Italia è ancora debole con la conseguenza che la sua debolezza è oggi il principale fattore che ostacola un ulteriore accelerazione della ripresa”.

Federconsumatori: “Aumenta la ricchezza del Paese, ma non quella delle famiglie” – Non tarda ad arrivare il commento di Federconsumatori che accoglie il dato senza particolare entusiasmo, facendo notare come l’Istituto di Statistica rileva una crescita che, purtroppo, non trova pieno riscontro nel miglioramento delle condizioni delle famiglie che, in molti casi, vivono ancora situazioni di profondo disagio.
Le difficoltà maggiori si concentrano nei nuclei familiari in cui manca il lavoro, in cui un genitore è disoccupato, ma anche nelle famiglie dove figli o nipoti sono in cerca di occupazione: proprio in queste ultime sono i genitori o i nonni che, con il proprio reddito, devono far fronte alle carenze delle nostre forme di welfare, con un onere che l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha calcolato pari a circa 450 Euro al mese.

L’EMERGENZA E’ SEMPRE IL LAVORO: COSA FARE?  – “Per questo è fondamentale avviare una seria azione di Governo improntata alla crescita, al rilancio dell’occupazione ed alla redistribuzione dei redditi”- afferma Emilio Viafora, Presidente della Federconsumatori. La carenza sul piano occupazionale continua ad essere, infatti, uno dei principali problemi del Paese, che deve trovare una risposta decisa attraverso la riduzione delle tasse sul lavoro e l’avvio di investimenti per la crescita e lo sviluppo. Aprire nuove prospettive occupazionali significa darebbero ossigeno alle famiglie, permettendo una risalita della domanda interna che, come dimostrano i dati recenti, conosce fasi di incertezza e di stallo.
Ci aspettiamo che chi assumerà la responsabilità di Governo agisca con urgenza per gettare basi solide per una vera ripresa, che permetta di tornare e superare i livelli pre-crisi”.

 

Istat: nel 2017 il Pil è aumentato dell’1,4%
Istat: nel 2017 il Pil è aumentato dell’1,4%