Istat, l’inflazione torna positiva a gennaio

(Teleborsa) – Dopo otto mesi di variazioni negative dei prezzi al consumo su base annua, a gennaio l’inflazione torna positiva. Lo rileva l’Istat sottolineando che “il cambiamento è determinato per lo più dalla crescita vivace su base congiunturale (+3,1%) dei prezzi dei Beni energetici che, invece, a gennaio 2020 erano aumentati di un solo decimo di punto rispetto al mese precedente”. Questo diverso andamento “si riflette sulla dinamica tendenziale dei prezzi” di tale comparto (che attenuano la flessione) e dell’indice generale (che torna a registrare una crescita).

In questo quadro – aggiunge l’Istituto di statistica – l’inflazione di fondo accelera pur rimanendo al di sotto dell’1% (+0,8% da +0,6% di dicembre).

Nel dettaglio, l’Istat rivede al rialzo la propria stima e prevede per il mese di gennaio che l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registri un aumento dello 0,7% su base mensile e dello 0,4% su base annua (da -0,2% di dicembre); la stima preliminare era +0,2%.

L’inflazione torna positiva prevalentemente per l’attenuarsi della flessione dei prezzi dei Beni energetici (da -7,7% del mese precedente a -4,9%), sia nella componente regolamentata (da -7,0% a -2,1%) sia in quella non regolamentata (da -8,1% a -6,3%), e, in misura minore, per l’accelerazione di quelli dei Beni durevoli (da +0,6% a +1,2%) e per il calo meno ampio dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (da -0,7% a -0,1%).

L’aumento congiunturale dell’indice generale è dovuto prevalentemente alla crescita dei prezzi dei Beni energetici sia regolamentati (+4,8%) sia non regolamentati (+2,3%), dei Beni durevoli (+1,0%) e dei Beni alimentari (+0,8%).

L’inflazione acquisita per il 2021 è pari a +0,6% per l’indice generale e a +0,3% per la componente di fondo.

I prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona decelerano da +0,6% a +0,4%, mentre quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto attenuano la loro flessione da -0,3% a -0,1%.

L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) registra una diminuzione dello 0,9% su base mensile e un aumento dello 0,7% su base annua (da -0,3% di dicembre); la stima preliminare era +0,5%. La crescita tendenziale più marcata dell’IPCA rispetto a quella del NIC si deve ai prezzi di Abbigliamento e calzature che su base annua aumentano del 5,2% (invertendo la tendenza e accelerando da -0,2% di dicembre). L’avvio dei saldi invernali diversificato tra le regioni, a differenza dello scorso anno quando iniziarono tra il 4 e il 5 gennaio, produce infatti un calo congiunturale dei prezzi di Abbigliamento e calzature (-18,5%) meno ampio di quello di gennaio 2020 (-22,7%), che si riflette sulla dinamica tendenziale sia di questo raggruppamento merceologico sia dell’indice generale.

L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, registra un aumento dello 0,6% su base mensile e dello 0,2% su base annua.

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