Istat, industria: a novembre fatturato e ordinativi sono tornati a calare

(Teleborsa) – A novembre 2020 il fatturato dell’industria italiana è diminuito del 2% rispetto al mese precedente, tornando ai livelli di settembre, dopo la parentesi positiva di ottobre. Lo segnala l’Istat, che sottolinea come il dato sia comunque positivo del 3,8% nella media del trimestre settembre-novembre rispetto al trimestre luglio-agosto.

Anche gli ordinativi destagionalizzati hanno registrato a novembre un calo su base mensile e un incremento su base trimestrale; la riduzione rispetto a ottobre si è attestata all’1,3%, mentre l’incremento della media degli ultimi tre mesi è stato pari al 5,1%.

Rispetto ad ottobre, il fatturato ha registrato un calo del 2,5% per il mercato interno e dell’1% per quello estero. Per gli ordinativi, invece, la diminuzione è sintesi di una contrazione delle commesse provenienti dal mercato interno (-3,8%) e di una crescita di quelle provenienti dall’estero (+2,5%). Solo i beni intermedi segnano un aumento congiunturale dello 0,8%, mentre i beni strumentali e i beni di consumo calano, rispettivamente, del 2,5% e del 2,6%. L’energia continua a contrarsi in maniera significativa (-14,2%).

Rispetto allo stesso mese del 2019, corretto per gli effetti di calendario, il fatturato dell’industria è diminuito del 4,6%, con cali di ampiezza simile per i due mercati: -4,5% quello interno e -4,9% quello estero.

Con riferimento al comparto manufatturiero, le altre industrie manifatturiere e la metallurgia hanno registrato la crescita tendenziale più rilevante (+4,8% le prime e +4,5% la seconda), mentre l’industria tessile e dell’abbigliamento e il settore della raffinazione del petrolio continuano a segnare le peggiori performance (-21,7% e -39,2% rispettivamente).

Rispetto a novembre 2019, l’indice grezzo degli ordinativi è aumentato del 5,3%, con risultati positivi su entrambi i mercati (+3,4% quello interno e +7,9% quello estero). La maggiore crescita tendenziale si registra nel settore dei computer e dell’elettronica (+38,5%) e nel comparto dei mezzi di trasporto (+22,6%), mentre i risultati peggiori si rilevano per i macchinari e le attrezzature (-5,3%) e nell’industria industria tessile e dell’abbigliamento (-13,1%).

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