Istat: economia in miglioramento, lavoro ancora sotto livelli pre-Covid

(Teleborsa) – Ripresa economica eterogenea per l’economia internazionale, le cui prospettive, pur in miglioramento, restano connotate da incertezza per l’andamento delle campagne vaccinali e per le politiche di sostegno approntate dai governi. L’Italia chiude il primo trimestre in lievissima ripresa, che sembra destinata a consolidarsi nei prossimi mesi. E’ quanto contenuto nella relazione del Direttore del Dipartimento per la produzione statistica dell’Istat, Francesco Maria Chelli, in audizione alla commissione Bilancio della Camera sul decreto Sostegni Bis.

“Nei primi mesi del 2021, lo scenario internazionale è caratterizzato da una ripresa economica eterogenea fra settori e paesi, che si è rafforzata in Cina e negli Stati Uniti, mentre ha subito una riduzione nell’area euro, dove ha risentito del prolungarsi di misure di contenimento del contagio”, sottolinea l’Istat, indicando che “le prospettive economiche mondiali restano contraddistinte da incertezza, per l’evoluzione della pandemia e l’efficacia delle campagne vaccinali e delle politiche economiche di sostegno dei governi”. Per l’UE “le prospettive dei prossimi trimestri appaiono comunque in miglioramento, per la riduzione del numero dei contagi e l’avvio del programma Next-Generation EU”.

L’Economia italiana torna a crescere

“Nel primo trimestre dell’anno, l’economia italiana è tornata in crescita, seppure con una intensità molto contenuta (+0,1% rispetto al trimestre precedente). I consumi finali nazionali hanno registrato una flessione congiunturale (-1,0%) di minore intensità rispetto a quella osservata nel trimestre precedente (-1,6%), a sintesi di un nuovo calo della spesa delle famiglie residenti (-1,2%) e una lieve diminuzione di quella delle Amministrazione pubbliche (-0,2%)”.

Il fatturato dell’industria manifatturiera ha segnato nel primo trimestre un incremento del 3,5% rispetto all’ultimo trimestre dello scorso anno, ma è significativo il fatto che il livello del fatturato industriale del primo trimestre 2021 abbia superato dello 0,9%, in termini destagionalizzati, quello registrato nell’ultimo trimestre del 2019. Gli effetti economici delle diverse fasi dell’emergenza sanitaria hanno invece influenzato in maniera molto diversificata le attività del terziario, il cui fatturato è superiore dell’1,6% rispetto allo stesso periodo del 2020, ma il recupero è ancora incompleto, visto che risulta ancora inferiore di oltre il 7% di quello registrato nel quarto trimestre del 2019.

“La ripresa già avviata dell’attività del settore manifatturiero – in parte collegata all’intensificarsi degli scambi internazionali – e delle costruzioni sembra destinata a consolidarsi nei prossimi mesi“, sottolinea l’Istituto statistico, aggiungendo “i segnali positivi nel processo di accumulazione del capitale osservati nel primo trimestre possono riflettere un deciso mutamento delle aspettative da parte delle imprese e una accelerazione dei ritmi produttivi nei prossimi mesi”.

L’inflazione resta sottotraccia

“Dai primi mesi del 2021 l’inflazione è tornata a risalire, trainata dagli effetti, diretti e indiretti, dei rincari del petrolio e delle materie prime”, ma “in presenza di una fase di contenimento dei costi interni, di una bassa crescita salariale e dell’incertezza sull’andamento della domanda di consumo, l’inflazione di fondo (nell’accezione che esclude energetici, alimentari e tabacchi) è rallentata, mostrando tassi annui molto contenuti (+0,3% a maggio da +0,8% nel primo trimestre)”.

Mercato lavoro ancora sotto livelli pre-Covid

“L’andamento del mercato del lavoro nei primi quattro mesi del 2021 ha mostrato segnali di recupero, dopo il forte calo registrato tra dicembre 2020 e gennaio 2021, che aveva portato il tasso di occupazione (15-64) al valore più basso dall’inizio della pandemia (56,5%). Tra gennaio e aprile 2021, il numero di occupati è cresciuto dello 0,6%. Con l’uscita dalla fase di emergenza e il rilassamento delle restrizioni è cresciuto contemporaneamente anche il numero di persone in cerca di occupazione (+3,4%), e si è ridotto in parallelo quello degli inattivi (-2%), riflettendo la ripresa delle azioni di ricerca di lavoro da parte delle persone che vorrebbero lavorare e la loro disponibilità a farlo entro un paio di settimane.

“Guardando al periodo febbraio 2020-aprile 2021, il numero di occupati è ancora inferiore di 814 mila unità (-3,5%), anche per effetto del forte calo registrato nel gennaio di quest’anno (-203 mila occupati in meno rispetto a dicembre 2020, -0,9%). Parallelamente, sono cresciuti i disoccupati (+174 mila) e gli inattivi (+415mila unità).

Il tasso di occupazione è più basso di 1,8 punti percentuali, mentre quello di disoccupazione è più alto di 1 punto (ma di 5 punti per i giovani tra i 15 e i 24 anni).

Istat chiede sanatoria per chi non ha partecipato a rilevazioni statistiche

L’audizione alla Camera è stata anche l’occasione per annunciare multe salate di oltre mille euro per chi non partecipa alle rilevazioni statistiche.

“L’Istat, in assenza di provvedimenti normativi che consentano una sanatoria, si accinge ad applicare sanzioni nei confronti di circa 2.300 imprese e 330 istituzioni per violazione dell’obbligo di risposta a rilevazioni statistiche. L’importo di ciascuna sanzione ammonta a 1.032 euro e, in ragione del fatto che alcune unità non hanno ottemperato all’obbligo di risposta per diverse rilevazioni, gli importi richiesti potrebbero, in questi casi, risultare molto elevati”.

L’Istituto “auspica” che il legislatore tenga in considerazione questo scenario in sede di conversione del decreto Sostegni Bis, “prevedendo, in analogia ad altre situazioni, la sospensione della applicazione di tali sanzioni e/o la cancellazione delle stesse soprattutto se riferite ad anni pregressi”, giacché le multe “derivano da mancate risposte ad indagini del 2019 e del 2020 e sono state finora sospese per effetto dei provvedimenti sull’emergenza adottati nel corso del 2020”.

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