Istat: dopo un anno frena il potere d’acquisto delle famiglie

- 0,2% nel primo trimestre, ma sale il reddito disponibile. Migliora il deficit

(Teleborsa) Nel primo trimestre il reddito disponibile delle famiglie è cresciuto a un ritmo modesto, inferiore a quello dell’ultima parte del 2017; in presenza di una dinamica inflazionistica in lieve accelerazione, si è determinato, per la prima volta da oltre un anno, un calo congiunturale del potere d’acquisto (-0,2% nel primo trimestre). A fronte di tale calo, le famiglie hanno mantenuto una dinamica positiva dei consumi in volume diminuendo la propensione al risparmio. Lo rende noto l’Istat. Il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è aumentato in termini congiunturali dello 0,2%, mentre i consumi sono cresciuti dello 0,8%. Di conseguenza, la propensione al risparmio delle famiglie consumatrici è diminuita di 0,5 punti percentuali rispetto al trimestre precedente, scendendo al 7,6%.A fronte di un aumento del deflatore implicito dei consumi dello 0,4%, il potere d’acquisto delle famiglie è diminuito rispetto al trimestre precedente dello 0,2%.

Pressione fiscale scesa dello 0,2% – Sempre in riferimento al primo trimestre dell’anno, la pressione fiscale, invece, in Italia è stata pari al 38,2%,  in riduzione di 0,2 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente

Migliora invece leggermente il deficit – Piccoli miglioramenti, invece, nel primo trimestre rispetto all’indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche in rapporto al Pil che è stato pari al 3,5%, risultando inferiore di 0,5 punti percentuali rispetto allo stesso trimestre del 2017 (quando era al 3,0%).E’ il  valore più basso dal primo trimestre del 2000, ossia da 18 anni a questa parte.

I PADRI SEPARATI SONO I NUOVI POVERI– Ma, in queste ore, c’è anche un altro dato allarmante. Una vera e propria piaga sociale quella dei padri separati che, dai dati diffusi dalla Caritas, rappresentano i nuovi poveri in Italia.
I padri separati e divorziati rappresentano oltre il 46% dei poveri. Padri costretti a dormire in macchina, a mangiare alla mensa della Caritas o a dividersi in più lavori per riuscire ad arrivare alla fine del mese e mantenere la famiglia, attraverso l’assegno mensile che viene dato al genitore affidatario, rappresentato nella stragrande maggioranza dei casi dalla madre. Il 66,1% dei separati, secondo il Rapporto Caritas 2014, non riesce a provvedere alle spese per i beni di prima necessità. 

Istat: dopo un anno frena il potere d’acquisto delle famiglie