Istat, deficit sale al 9,4% del PIL. Balzo consumi e potere d’acquisto

(Teleborsa) – Cresce il rapporto deficit/PIL nel 3° trimestre, attestandosi al 9,4% (era al 2,2% nello stesso trimestre del 2019) e confermato il trend di crescita registrato nei primi due trimestri dell’anno, che accusano l’impatto dell’emergenza sanitaria, che ha comportato maggiori erogazioni e minori entrate per effetto delle misure di contrasto approntare dal Governo.

Il saldo primario delle Amministrazioni Pubbliche (indebitamento al netto degli interessi passivi) è risultato negativo, con un’incidenza sul Pil del -5,9% (+1% nel terzo trimestre del 2019). Il saldo corrente è stato anch’esso negativo, con un’incidenza sul Pil del -3,7% (+0,8% nel terzo trimestre del 2019).

La pressione fiscale è stata pari al 39,3%, in riduzione di 0,4 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Un aumento “considerevole” si registra per il reddito disponibile delle famiglie, che è aumentato del 6,3% rispetto al trimestre precedente, e per il potere d’acquisto, che è salito del 6,6% a fronte di una variazione di -0,3% del deflatore implicito dei consumi.

Il marcato recupero dei consumi nel terzo trimestre, pari al 12,1%, ha determinato una sensibile riduzione del tasso di risparmio delle famiglie consumatrici, che è stata pari al 14,6%, in diminuzione di 4,4 punti percentuali rispetto al trimestre precedente, ma in crescita di 6,5 punti rispetto al terzo trimestre del 2019.

La quota di profitto delle società non finanziarie, pari al 42,2%, è aumentata di 3,2 punti percentuali rispetto al trimestre precedente.
Il tasso di investimento delle società non finanziarie, pari al 22,2%, è aumentato di 0,5 punti percentuali rispetto al trimestre precedente.

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