Istat, battuta d’arresto per l’export a ottobre

(Teleborsa) – Nel mese di ottobre, per la prima volta da maggio, l’export registra una diminuzione congiunturale (-1,3%) cui contribuisce per quasi due terzi il calo delle vendite di beni di consumo non durevoli verso entrambi i mercati di sbocco, UE (-0,3%) ed extra UE (-2,3%) e di beni intermedi verso i paesi extra UE. Lo rileva l’Istat spiegando che su base annua, l’export torna a registrare una flessione ampia (-8,4%, da +1,1% a settembre), che è però influenzata da movimentazioni occasionali di elevato impatto (cantieristica navale), registrate a ottobre 2019; al netto di queste, la flessione è meno marcata (-6,5%).

L’import, invece, registra un nuovo rialzo congiunturale (+1,4%) – dopo il lieve calo di settembre – spiegato per 1,1 punti percentuali dall’aumento degli acquisti di beni strumentali e beni intermedi; la sua flessione su base annua si accentua. A ottobre, i prezzi all’import segnano un ulteriore aumento sul mese e un lieve ridimensionamento del calo tendenziale, dovuto in particolare alla dinamica dei prezzi dei beni strumentali nell’Area euro.

Nel trimestre agosto-ottobre 2020, rispetto al precedente, si registra un aumento del 13,5% sia dell’export sia dell’import. A contribuire, per oltre due terzi, all’aumento delle esportazioni – spiega l’istituto di statistica – sono gli incrementi delle vendite di beni strumentali e beni intermedi verso entrambi i mercati di sbocco, UE ed extra UE.

Tutti i principali settori di attività economica, a eccezione degli autoveicoli (+19,6%), contribuiscono al calo tendenziale dell’export. I contributi maggiori derivano da mezzi di trasporto, autoveicoli esclusi (-24,9%), prodotti petroliferi raffinati (-58,6%), macchinari e apparecchi n.c.a. (-6,2%), articoli in pelle, escluso abbigliamento, e simili (-16,3%) e articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (-10,6%).

Su base annua, i paesi che contribuiscono in misura più ampia al calo dell’export sono Stati Uniti (-20,1%), Francia (-10%), Spagna (-14,2%), Regno Unito (-11,9%), paesi ASEAN (-26,5%) e Russia (-18,1%). In aumento si segnalano le vendite verso Svizzera (+6,1%), Polonia (+6,0%) e paesi MERCOSUR (+16,8%).

Nei primi dieci mesi dell’anno, la flessione tendenziale dell’export (-12,0%) è dovuta in particolare alla contrazione delle vendite di macchinari e apparecchi n.c.a. (-15,3%), prodotti petroliferi raffinati (-41,7%), articoli in pelle, escluso abbigliamento, e simili (-22,4%), metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (-9,5%) e mezzi di trasporto, autoveicoli esclusi (-15,4%).

A ottobre l’Istat stima che il saldo commerciale diminuisca di 808 milioni di euro (da +8.373 milioni a ottobre 2019 a +7.565 milioni a ottobre 2020). Al netto dei prodotti energetici il saldo è pari a +9.359 milioni di euro (era +11.150 milioni a ottobre 2019).

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Istat, battuta d’arresto per l’export a ottobre