Istat: a luglio disoccupazione scende al 10,4%, accelera l’inflazione ad agosto (0,5%)

Rallenta la crescita: Pil a +0,2% nel secondo trimestre. Rivista, però, al rialzo la stima annua (+1,2%)

(Teleborsa) Nel mese di luglio il tasso di disoccupazione scende al 10,4% (-0,4 punti percentuali su base mensile). Segno meno anche per quello giovanile che si attesta al 30,8% (-1,0 punti).Lo rende noto l’Istat. Dopo il calo di giugno, la stima degli occupati a luglio registra ancora una lieve flessione (-0,1% su base mensile pari a -28mila unità). Il tasso di occupazione rimane stabile al 58,7%.
La diminuzione congiunturale dell’occupazione è interamente determinata dalla componente femminile e si concentra tra le persone di 15-49 anni, mentre risultano in aumento gli occupati ultracinquantenni. Nell’ultimo mese si registra una flessione per i dipendenti permanenti (-44mila), mentre crescono in misura contenuta i dipendenti a termine e gli indipendenti (entrambi +8mila).

AUMENTANO GLI INATTIVI – A fronte del calo degli occupati e dei disoccupati, a luglio si stima un aumento degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+0,7% pari a +89mila). L’aumento coinvolge le donne (+73mila) e gli uomini (+16mila) e si distribuisce tra i 15-49enni. Il tasso di inattività sale al 34,3% (+0,3 punti percentuali).

AD AGOSTO ACCELERA L’INFLAZIONE – Sempre l’Istat, nella giornata di oggi, ha diffuso  i dati provvisori dei “Prezzi al consumo” di agosto. Secondo le stime preliminari, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,5% su base mensile e dell’1,7% su base annua (da +1,5% di luglio).
“Anche nel mese di agosto – si legge nella nota – l’inflazione continua a essere largamente sostenuta dai beni energetici e da quelli alimentari (insieme spiegano per oltre un punto percentuale la variazione dell’indice generale) ai quali si affiancano i servizi relativi ai trasporti che, a causa soprattutto del trasporto aereo, ne determinano l’accelerazione rispetto a luglio”. “Ciononostante – aggiunge l’Istat – al netto delle componenti più volatili (alimentari non lavorati e beni energetici), l’inflazione rimane al di sotto dell’1%. Per le spese frequenti (i cosiddetti prodotti ad alta frequenza di acquisto) la crescita dei prezzi al consumo continua a essere molto vicina al 3%”.

FEDERCONSUMATORI: CON INFLAZIONE AL +1,7% AGGRAVI DI OLTRE 500 EURO A FAMIGLIA – Un aumento che, in termini economici, si traduce in un aggravio di +503,20 euro annui a famiglia. Questa la stima di Federconsumatori. Cresce in misura ancora maggiore l’indice relativo al carrello della spesa, che si attesta al +2,8%. continua l’associazione, che sottolinea come a determinare l’aumento sono soprattutto i costi dei trasporti, proprio in occasione del periodo estivo in cui il flusso di passeggeri è maggiore.
Una crescita che rappresenta un elemento di forte preoccupazione, dal momento che è noto come l’incidenza dell’aumento dei prezzi pesa soprattutto sui redditi medio-bassi.Gli aumenti inflazionistici peseranno su bilanci familiari già duramente provati dalla stangata che le famiglie dovranno sostenere per bollette, costi per la scuola, Tari e riscaldamento, per un totale di 1.694,60 euro.
Cifre insostenibili, si legge nella nota ufficiale, che, non essendo proporzionate ai redditi, determineranno un ulteriore contenimento della domanda interna, con un impatto negativo sul versante della produzione e, sull’andamento occupazionale.
Quest’ultimo, secondo i dati odierni, seppure scenda di 0,4 punti percentuali attestandosi al 10,4%, conferma la tendenza di crescita del lavoro precario: aumentano, infatti, i lavoratori a termine, diminuiscono i permanenti.
Tale andamento rivela, con un’urgenza che cresce di giorno in giorno, la necessità di interventi in grado di imprimere una svolta radicale al nostro sistema economico, per proiettarlo nuovamente verso una crescita equilibrata e sostenibile. Crescita che sarà possibile grazie ad un rilancio dell’occupazione di qualità e ad una attenta redistribuzione dei redditi”, dichiara Emilio Viafora, Presidente di Federconsumatori Nazionale.

IL PASSO LENTO DELLA CRESCITA: PIL A 0,2% NEL SECONDO TRIMESTRE – Secondo trimestre dell’anno a passo lento per l’economia italiana che cresce dello 0,2%, confermando il rallentamento segnato con la prima stima dell’Istat. I numeri definitivi sui conti economici del periodo aprile-giugno certificano dunque un passo più lento rispetto al primo trimestre, quando il Pil aveva registrato un rialzo dello 0,3%. Rivista, invece, al rialzo la prima stima sulla crescita tendenziale, ovvero il raffronto rispetto al secondo trimestre del 2017: secondo i dati aggiornati il Pil è aumentato dell’1,2% annuo e non dell’1,1% stimato alla fine di luglio.

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