Istat: a gennaio disoccupazione risale all’11%, quella giovanile ai minimi. E la crescita del Pil fa esultare Gentiloni

Si attesta all’1,5% nel 2017. Massimo dal 2010. "Crescita finalmente rilevante", sottolinea il presidente del Consiglio

(Teleborsa)  Nel 2017 il prodotto interno lordo italiano è cresciuto dell’1,5%. I dati Istat confermano dunque le stime del governo.

Il rapporto deficit/pil si attesta all’1,9% mentre il rapporto debito-Pil dell’Italia è risultato pari al 131,5%, in calo rispetto al 132,0% del 2016. Il dato è di poco migliore rispetto alle indicazioni dell’esecutivo, che nella Nota di aggiornamento al Def ha previsto un rapporto in calo al 131,6%.
Il dato positivo sulla crescita contribuisce al miglioramento anche di quello sulla pressione fiscale, scesa al 42,4% nel 2017 rispetto al 42,7% del 2016. Negli anni precedenti era stata pari al 43,3% nel 2014 e 43,2% nel 2015.

ESULTA GENTILONI – “Oggi dall’Istat abbiamo ricevuto dati del Pil molto incoraggianti per la nostra economia e la conferma di una crescita finalmente molto rilevante”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni alla presentazione di Talent garden, Alternanza scuola lavoro 4.0.

CALA IL DEBITO PUBBLICO – Che ha poi aggiunto: “Poi udite udite cala il debito pubblico. Non dobbiamo disperdere l’occasione che abbiamo davanti – ha aggiunto il premier – nel 2017 rispetto al 2016, da 132 a 131,5%, è solo mezzo punto ma vi assicuro che nella dinamica e nella discussione in Europa l’inversione di tendenza del debito italiano è un fatto molto, molto importante, così come è importante il balzo in avanti dell’avanzo primario. Di nuovo un record per il deficit e il Pil, così come si è  ridotta la pressione fiscale. Non abbiamo risolto i problemi ma un paese nel quale l’economia migliora può produrre una società che migliora. Bisogna non andare fuori strada da questo sentiero ma utilizzare questi risultati, ancora iniziali, nel verso giusto”.

Dati come da copione in chiaroscuro, invece, quelli che riguardano il mercato del lavoro, sempre resi noti dall’Istituto. Una coperta ancora troppo corta.

La notizia non buona è che a gennaio la disoccupazione è lievemente aumentata rispetto al mese precedente, risalendo all’11,1% (+0,2%). E a crescere, anche qui come da copione, sono solo i contratti a termine, mentre calano quelli stabili e gli indipendenti.

BOOM DEI PRECARI – I dipendenti precari sono saliti al livello più alto mai toccato, 2,91 milioni: 409mila in più rispetto a un anno fa.

BUONE NOTIZIE SUL FRONTE DELLA DISOCCUPAZIONE GIOVANILE  E FEMMINILE – Nella fascia 15-24 anni il tasso dei senza lavoro tocca il minimo dal 2011 : è al 31,5%. In miglioramento l’occupazione femminile, ma resta 12 punti sotto la media Ue.

Istat: a gennaio disoccupazione risale all’11%, quella giovanile...