Iren, Tanganelli (CFO): puntiamo su finanza sostenibile. Debito sempre gestibile

(Teleborsa) – Nonostante il significativo incremento di investimenti che Iren ha annunciato nel suo nuovo Piano al 2030, la multi-utility si attende che il profilo finanziario resti bilanciato in termini di PFN/EBITDA ratio (atteso sempre inferiore alla soglia di 3,5x nell’orizzonte di piano). Il fabbisogno finanziario è atteso costante, con un lieve incremento nell’ultimo triennio, e le esigenze di finanziamenti verranno gestite continuando a privilegiare il ricorso a strumenti di finanza sostenibile. Anna Tanganelli, la nuova Chief Financial Officer del gruppo dal 1° novembre 2021, ha delineato a Teleborsa l’importante crescita attesa nei prossimi dieci anni e come la finanza sostenibile resterà fondamentale.

L’incremento della redditività

“Puntiamo a un raddoppio di EBITDA e di utile netto, creando 900 milioni di valore nell’arco del decennio”, ha affermato la CFO. “600 milioni derivano da crescita organica, cioè dal risultati degli investimenti nelle Rinnovabili e una grande novità del piano; abbiamo poi nuovi impianti nella divisione Ambiente e investimenti nelle Attività regolate – ha spiegato – Dopodiché abbiamo 220 milioni di crescita inorganica, legati principalmente a operazione di M&A, consolidamento, acquisizioni e anche nuove gare. Infine abbiamo ben 120 milioni di efficienze, quello che noi chiamiamo performance improvement, che sono una lista davvero molto dettagliata di progetti di efficienza che andranno a toccare tutte le business unit e che andranno a migliorare la nostra marginalità”.

L’utilizzo della finanza sostenibile

“Il piano prevede un mantenimento di strumenti finanziari sostenibili – ha detto Tanganelli – Noi siamo best-in-class nella finanza sostenibile perché più del 60% del nostro debito è per finanza sostenibile, in quanto abbiamo fatto largo uso di green bond in passato e vogliamo assolutamente continuare a utilizzarli, anzi potenzialmente anche incrementarli assieme all’utilizzo di altri tipi di strumenti come sustainability-linked-bond e green bond. Continueremo quindi ad utilizzare la finanza sostenibile, visto che l’80% dei nostri investimenti sono sostenibili“.

L’impatto sul debito del nuovo piano

“Abbiamo una robustissima generazione di cassa nell’arco del decennio che andrà a sostenere e coprire tutti gli investimenti previsti – ha delineato la manager – Prevediamo un piccolo incremento del debito, ma sempre in maniera gestibile, contenuta e nelle nostre corde. Abbiamo un limite di 3,5 volte del debito sull’EBITDA, che assolutamente non vogliamo superare e anzi nell’arco di piano siamo abbastanza sotto, anche negli anni di maggiori investimenti. È bene ricordare che il nostro piano di investimento è ambizioso, anche nei primi anni, quindi utilizzeremo un po’ di leva, ma sempre sostenuta da una robusta generazione di cassa”.

“Abbiamo anche il contributo di funding esterni perché 1,4 miliardi di euro arriveranno da contributi come il PNRR, rete o per l’efficientamento energetico e invece 800 milioni di euro saranno il contributo in equity che ci aspettiamo da investitori di minoranza o partner sia sulle reti gas che per lo sviluppo delle rinnovabili”, ha aggiunto.

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