Iren, Armani: nuovo piano si fonda su transizione ecologica, territori e qualità del servizio

(Teleborsa) – Sono la transizione ecologica, la qualità del servizio e la territorialità i tre pilastri su cui si fonda il nuovo piano industriale di Iren. I numeri sono imponenti: su un orizzonte di 10 anni verranno fatti 12,7 miliardi di investimenti, che porteranno a raddoppiare EBITDA e utile, rispettivamente attesi nel 2030 a 1,8 miliardi di euro e 500 milioni di euro. Gli obiettivi della multi-utility non stanno però solo nei numeri, come ha raccontato oggi l’amministratore delegato Gianni Vittorio Armani nell’investor day. Iren punta infatti a essere sempre più vicina ai territori dove tradizionalmente è presente, mettendo le sue competenze al servizio dei piani per ottenere e usare al meglio gli importanti fondi in arrivo dall’Unione europea.

I pilastri del piano

“I pilastri del nuovo piano sono tre – ha spiegato Armani a Teleborsa a margine dell’evento – Il primo è quello della transizione ecologica, dove l’energia e la gestione dei rifiuti sono le aree dove siamo presenti. La transizione ecologica guida un’espansione forte per la prima volta sulla decarbonizzazione e sulle fonti rinnovabili, mente il ciclo dei rifiuti sull’efficienza della materia e la gestione del ciclo stesso”.

“Il secondo pilastro sono i territori, che sono la nostra origine – ha proseguito – Sono l’area in cui cresciamo di più e in cui investiamo l’85% dei nostri fondi. Lì creiamo opportunità anche per catturare più fondi del Next Generation EU. Da ultimo la qualità del servizio, in quanto l’eccellenza nella gestione delle reti e del servizio ai nostri clienti sono gli elementi distintivi su cui Iren punta”.

Il ruolo nel Recovery Plan

Il numero uno della società ha descritto Iren come “una macchina capace di realizzare investimenti importanti, di cui il Paese è carente”, e vuole posizionarla come il soggetto che possa facilitare la messa a terra dei progetti del Recovery Plan nei territorio in cui opera. “Iren ha già presentato, insieme ai territori, alcuni progetti specifici – ha spiegato – Uno è molto grande, a Genova e sul waste-to-chemical, cioè un impianto innovativo che gestisce il rifiuto indifferenziato, ma ne abbiamo presentati anche tanti altri. Quello che può fare Iren è attivare e mettere a terra quegli investimenti che sono tipicamente della pubblica amministrazione, come l’edilizia scolastica o il dissesto idrogeologico. Non c’è un problema di fondi per fare gli investimenti, ma mancanza di capacità ingegneristica e di project managment. Iren può mettere al servizio dei propri territori questo tipo di capacità”.

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