iPhone, Apple e l’obsolescenza programmata: la società di Cupertino finisce prima nella bufera e poi sotto inchiesta

Ma i guai, si sa, non vengono mai da soli. Adesso anche gli azionisti fanno pressing: "Attivarsi contro assuefazione da iPhone tra i bambini"

(Teleborsa) Tempi duri per Apple che è finita nella bufera dopo che Cupertino ha ammesso di rallentare deliberatamente la perfomance dei vecchi iPhone con gli aggiornamenti. La Procura di Parigi ha aperto un’inchiesta preliminare nei confronti della Apple, basata sulle accuse di “obsolescenza programmata” di alcuni modelli di iPhone prodotti dall’azienda statunitense: lo hanno reso noto fonti della magistratura francese.

INGANNO DELIBERATO – L’inchiesta è stata aperta il 5 gennaio scorso ed affidata agli esperti della Direzione generale per la concorrenza, il consumo e la repressione delle frodi (Dgccrf).Il fascicolo – che comprende anche l’accusa di “inganno deliberato” – segue la denuncia presentata il 27 dicembre scorso dall’associazione  “Stop all’obsolescenza programmata”, in cui la Apple veniva accusata di ridurre volontariamente le prestazioni e la durata dei propri smartphone attraverso il sistema periodico di aggiornamenti del software. La legge francese nota come “legge Hamon” stabilisce che qualunque azienda che accorci deliberatamente la durata dei propri prodotti possa essere multata con un’ammenda fino al 5% delle proprie vendite annuali mentre i dirigenti rischiano fino a due anni di carcere.

Lo smartphone fa male ai ragazzi? Azionisti Apple chiedono studio – Ma, come spesso accade, i guai non vengono mai da soli. Due grandi shareholder di Apple (che possiedono circa due miliardi di azioni del colosso) hanno chiesto che la società di Cupertino conduca con urgenza uno studio sulla possibilità che l’iPhone possa produrre dipendenza nei bambini e che l’uso intensivo degli smartphone possa causare problemi alla loro salute mentale.

“Esiste una mole sempre crescente di prove, almeno per quanto riguarda la maggior parte dei giovani utilizzatori abituali, che (l’iPhone) possa avere conseguenze negative non intenzionali” sulla salute, hanno scritto in una lettera inviata ad Apple Jana Partners LLC e il California State Teachers’ Retirement System (Calstrs). La lettera è stata resa pubblica ieri.

“La crescente preoccupazione della società” per l’uso intensivo degli smartphone da parte dei bambini “è arrivata al punto da poter colpire anche Apple”, hanno avvertito i due azionisti chiedendo alla compagnia di dare ai genitori ulteriori mezzi per limitare l’uso dei telefoni cellulari da parte dei minori.

 “Attivarsi contro assuefazione da iPhone tra i bambini”– “In particolare chiediamo che Apple formi una commissione di esperti e specialisti che indaghi e studi questo problema e monitori gli sviluppi della tecnologia in corso”, si legge nella lettera che Apple non ha ancora commentato. I due investitori hanno citato studi recenti del Center on Media and Child Health e dell’Università di Alberta in cui emerge che gli insegnanti hanno osservato che gli studenti sono distratti negativamente dalla tecnologia digitale nelle classi e che, secondo il 43% dei professori, le abilità di concentramento sui compiti è diminuita.

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