Investitori in fuga verso i beni rifugio. Italia snobbata, sale lo Spread

(Teleborsa) – Non tutti gli asset finanziari stanno crollando sotto il peso del panic selling generale. Vi sono alcuni prodotti che stanno attirando sempre più l’attenzione degli investitori in fuga dall’azionario: sono i cosiddetti “beni rifugio”, ritenuti un porto sicuro nonostante spesso offrano ritorni molto bassi o addirittura nulli.

In questi giorni si è verificata una vera e propria corsa ai titoli di Stato statunitensi (Treasury), tedeschi (Bund), britannici (Gilt), giapponesi e svizzeri (il rendimento dei decennali nipponici ed elvetici è passato in negativo, il che vuol dire che gli investitori preferiscono pagare pur di parcheggiare il proprio denaro presso le rispettive Banche Centrali) e, in generale degli Stati europei e non con il rating più alto.

Gettonati anche gli yen, i franchi svizzeri e l’oro, quest’ultimo visto come bene rifugio per eccellenza. 

Discorso diverso, invece, per i bond governativi dei Paesi periferici dell’Eurozona, che tornano “Cenerentole”. BTP italiani e Bonos spagnoli sono molto poco gettonati, con il risultato che lo Spread  tra il decennale italiano e l’omologo tedesco è tornato a salire raggiungendo quota 146 punti base, con il rendimento del BTP che si posiziona all’1,69%.

Secondo gli analisti fino a quando tutti i titoli di Stato dell’Eurozona saranno sotto l’ombrello della Banca Centrale Europea, il bond governativi delle periferie non correranno rischi né saranno più di tanto oggetto di speculazione. 

Ma la diffidenza nei confronti del sistema bancario italiano, ritenuto fragile alla luce dell’elevata mole di crediti in sofferenza, e il revival della Grexi potrebbero mettere a dura prova Spread & Co.

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