Il Nord investe sulle grandi città: Milano in testa

Gli amministratori dei Comuni iniziano a sentire l'effetto positivo degli investimenti ripartiti, in particolare a Milano e nei comuni del Nord del Paese.

Gli investimenti nelle città sembrano essere ripartiti, con particolare riferimento al Nord, dove Milano batte Roma che, insieme ad altri comuni quali Torino, Napoli e Reggio Calabria, è in crisi.

Gli amministratori locali iniziano a sentire gli effetti degli investimenti che sono ripartiti dopo lunghi anni di gelo, con una riduzione nella spesa di Province e Comuni passata dai 20,3 miliardi del 2004 ai 9,5 miliardi del 2018.
Nonostante questa decrescita costante, c’è stata negli ultimi anni una piccola ripresa che va a beneficio delle economie locali, in particolare dei cittadini, delle imprese che lavorano con gli enti pubblici e della finanza pubblica che affida a questa ripresa sul territorio gran parte della crescita delle politiche economiche del DEF.

Secondo i dati elaborati dal Sole 24 Ore sulla base del monitoraggio di cassa della Ragioneria Generale, nei comuni si registra il 70% della spesa complessiva per gli investimenti fissi della Pubblica Amministrazione territoriale. Proprio in questo settore si è registrata una crescita del + 13,8%, localizzata soprattutto al Nord, con il + 13,8% nel Triveneto e dell’Emilia Romagna, fino al + 17,9% in Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia e Liguria. In ripresa anche i Comuni del Centro con un +26,9%, quasi interamente grazie agli investimenti effettuati a Roma, cinque volte superiori rispetto allo scorso anno, quando i pagamenti avevano raggiunto un minimo storico. Senza il contributo della Capitale il dato sarebbe fermo al + 3,9%.Al Sud e nelle Isole la crescita è molto più modesta, con un + 4,8% e +5,4% rispettivamente Sicilia e Sardegna e una situazione simile nelle Province e nelle Regioni dove il dato è addirittura negativo.

Per quanto riguarda le singole città, nel 2019 a Roma si sono registrati investimenti per 25,7 euro ad abitante, un dato molto inferiore a Milano dove la cifra sale a 69,8 euro e un picco a Modena con 154 euro per abitante, mentre quella dove si investe di meno è Taranto con 6,4 euro.

Per tutto il 2018, invece, il dato migliore è stato quello di Trieste, con 461 euro pro capite, seguita da Firenze con 329,5 euro, mentre Milano ha investito 272 euro, sei volte in più rispetto a Roma, che si era classificata ultima tra le 20 grandi città.

Nel sud si distingue Napoli che quest’anno ha investito 103,4 euro e nel 2018 invece 298,6, in particolare grazie alle opere per la linea uno della metropolitana, finanziati dal Ministero delle Infrastrutture e la riqualificazione della Mostra d’Oltremare, alimentata dal Fondo Europeo di sviluppo regionale che coprono quasi integralmente gli investimenti.

Anche nei piccoli e medi centri c’è una grande differenza tra il Nord e il Sud, tra comuni che hanno i mezzi per raccogliere i benefici delle due manovre sulla finanza pubblica e altri invece che non hanno denaro a sufficienza. Nel 2017 è partita una manovra per il pareggio di bilancio con lo sblocco degli avanzi di amministrazione che ha permesso agli enti con i soldi in cassa di utilizzarli, che sta producendo delle ripercussioni positive solamente ora.
Con 400 milioni della legge di bilancio, a cui si dovrebbero aggiungere 500 milioni per il risparmio energetico e la mobilità sostenibile, inoltre, la distribuzione dei fondi dovrebbe essere più democratica, in particolare nella seconda parte dell’anno.

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