Intesa Sp, occupazione femminile: al via progetto per formazione STEM nel Mezzogiorno

(Teleborsa) – Riallineare le lauree Stem – Science, Technology, Engineering and Mathematics – prevalentemente maschili con quelle delle donne. È con questo obiettivo che Paola Angeletti, Chief Operating Officer di Intesa Sanpaolo, ha presentato il progetto ‘Yep – Young Women Empowerment Program’, realizzato da Intesa Sanpaolo in collaborazione con la Fondazione Ortygia Business School per favorire la crescita personale e professionale di 40 studentesse universitarie di facoltà Stem del Sud Italia nel corso di un evento streaming a cui hanno partecipato anche il Ministro per le Pari Opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti.

“Non possiamo permetterci di lasciare a casa o non valorizzare la metà del Paese”, ha spiegato Angeletti con riferimento tanto al mondo femminile quanto a quello del Mezzogiorno. “Il capitale umano del Mezzogiorno incontra grandi limiti: poco più della metà degli adulti ha conseguito il diploma di scuola di secondo grado e un adulto su sei ha raggiunto la laurea. C’è poi il fenomeno della migrazione, che depaupera il territorio da risorse qualificate. Il progetto che presentiamo oggi è partito pochi giorni fa e ha l’obiettivo di rafforzare e stimolare la formazione dei giovani laureati, soprattutto le donne, in materie tecniche e scientifiche”, ha aggiunto.

In Italia la percentuale di donne che occupano posizioni tecnico-scientifiche è tra le più basse dei Paesi Ocse: il 31,7% contro il 68,9% di uomini e solo il 5% delle 15enni italiane aspira a intraprendere professioni tecniche o scientifiche. Numeri altrettanto sconcertanti se si guarda in generale all’occupazione delle donne al Sud. “Credo che i numeri sulla partecipazione femminile al lavoro siano spaventosi, al Sud le debolezze si sentono al cubo”, ha commentato Lucrezia Reichlin, Presidente Fondazione Ortygia Business School e Professore di Economia alla London Business School. Per Reichlin, “il futuro delle donne nel mercato del lavoro è legato necessariamente al futuro del lavoro, ma non solo quando si parla di smartworking“. “I rapporti di forza” tra uomo e donna “sono ancora centrali”, ha spiegato, per questo “le possibilità che si creino occasioni dipende da come ci si gioca le proprie carte”.

Per la ministra Bonetti, è arrivato il momento di “mettere in campo le energie femminili già oggi a disposizione del Paese”. Sul tema dello smartworking Bonetti ha sottolineato la necessità di affiancarlo allo smart living, cioè ripensando anche l’organizzazione del vivere sociale. Un impegno che il Governo ha voluto implementare anche nel Recovery Plan. “Tutto il piano verrà valutato anche in base all’impatto che avrà sulla parità di genere”, ha assicurato la ministra.

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