Intesa Sp: Banca dei Territori vicina a famiglie e PMI per sostenere ripresa

(Teleborsa) – La nuova Banca dei Territori, a valle della fusione tra Intesa Sanpaolo e Ubi Banca è una Divisione con 13,5 milioni di clienti, circa 50.000 dipendenti e quasi 800 miliardi di euro tra impieghi e raccolta totale, “pari a circa il 50% del PIL nazionale”. E’ quanto ha sottolineato il responsabile della Divisione, Stefano Barrese, presentando oggi la nuova struttura della Banca dei Territori, formata da 12 direzioni regionali, con una nuova direzione dedicata all’agribusinness accanto alla direzione Impact e a quelle dedicate ai clienti retail e alle Pmi. Alla presentazione ha partecipato Gregorio De Felice, capo economista e responsabile della Direzione Studi e Ricerche del Gruppo.


La Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo nella sua nuova struttura ha tra gli obiettivi il rilancio della fiducia delle Pmi con investimenti verso digitalizzazione, transizione ecologica, internazionalizzazione e sistemi di filiera; sostenere la ripartenza accompagnando famiglie e giovani nelle scelte immobiliari, di protezione e di gestione del risparmio; estendere i servizi digitali e multicanale evoluti a supporto dei clienti.

In 5 mesi 20 miliardi a famiglie e Pmi – la Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo ha effettuato nei primi 5 mesi dell’anno erogazioni a medio lungo termine per un valore di circa 20 miliardi di euro a favore di famiglie e imprese, con una crescita del 12% rispetto ai primi cinque mesi del 2020. Di questi, 11 miliardi sono stati erogati a PMI e imprese piccolissime.

Una parte significativa, pari al 30%, di queste erogazioni ha interessato le regioni meridionali del Paese, che costituiscono per il Gruppo un importante territorio nel quale sono in atto numerose iniziative per le circa 350 mila imprese clienti che includono 160 filiere e iniziative dedicate quali il supporto alle ZES e allo sviluppo dei distretti tecnologici.

Sottolinea Stefano Barrese, responsabile della Divisione Banca dei Territori Intesa Sanpaolo: “Con il completamento dell’integrazione di UBI, la migrazione della sua clientela e l’ingresso dei nuovi colleghi siamo ancora più vicini a famiglie e imprese per compiere insieme il percorso fondamentale di ripresa post Covid e per partecipare alla realizzazione del PNRR in virtù dell’impegno delle quasi 50mila persone della Banca dei Territori. Grazie alla competitività e al dinamismo di 1,2 milioni di eccellenze imprenditoriali che vediamo crescere e che affianchiamo nei loro progetti, la nostra economia sarà di nuovo in grado di realizzare un forte recupero dei valori di Pil ed export per riportare il nostro Paese ai vertici delle economie internazionali”.

“A tutte queste imprese, prosegue Barrese, Intesa Sanpaolo sta dedicando nuovi strumenti di intervento finanziario e di consulenza, per favorirne – anche attraverso la creazione di nuove filiere – il percorso nell’innovazione, nell’internazionalizzazione e nel raggiungimento di quei parametri di sostenibilità e di impatto necessari per assicurare una crescita costante nel futuro. Il nostro Gruppo prosegue infatti nella costituzione di nuovi processi di filiera e del rafforzamento qualitativo di quelli in essere, strategia di cui rivendichiamo la primogenitura nel 2015 e che oggi viene diffusamente considerata come base essenziale per il rilancio dell’economia del Paese anche nell’ambito del PNRR”.

La crescita del Pil italiano da parte di Intesa Sanpaolo è “prevista al 4,6% quest’anno”, per proseguire “ad un ritmo pari al 4% nel 2022″. Secondo De Felice, l’economia italiana potrà contare su una ritrovata competitività, con un diffuso guadagno di quote di mercato dei settori manifatturieri e nel balzo della propensione all’export. La transizione verso un’economia piu’ digitalizzata e sostenibile “offrirà opportunità di rafforzamento a tutto il manifatturiero (elettronica, elettrotecnica, meccanica, autoveicoli e moto). Tornerà a essere trainante la filiera delle costruzioni, grazie alla ripresa degli investimenti pubblici e agli incentivi statali”.

Particolarmente alto, il potenziale dei territori con specializzazioni eterogenee e complementari, forti anche di filiere di prossimità ramificate a livello locale e particolarmente diffuse nei distretti industriali. “Qui, infatti, nascono i successi italiani sui mercati esteri, particolarmente significativi nel settore agro-alimentare, che nel 2020 ha conseguito un avanzo commerciale pari a circa 3,5 miliardi di euro”, ha sottolineato De Felice. Proprio in quest’ottica, la nuova struttura della Banca dei Territori include la neo-costituita Direzione Agribusinness. I prossimi anni, ha rilevato, saranno decisivi per l’economia italiana. “Per aumentare strutturalmente il nostro potenziale di crescita è necessario ridare slancio alla domanda interna, sbloccando i risparmi accumulati da famiglie e imprese. Il PNRR dovrà attuare un intenso processo di riforme per poter rilanciare investimenti in digitale, transizione ecologica, infrastrutture, formazione e ricerca, con un’attenzione particolare ai giovani, le donne e al Mezzogiorno”.

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