Intesa Sanpaolo sigla accordo con sindacati e cede 103 immobili a Bain e Castello

(Teleborsa) – Intesa Sanpaolo ieri ha ceduto un portafoglio immobili a Bain Capital e Castello SGR ed annunciato una importante intesa con i sindacati, che prevede l’assunzione di 1.500 persone nonostante i requisiti stringenti dettati dalla BCE. 

Gli immobili 

Bain Capital Credit e Castello Sgr hanno rilevato un portafoglio di 103 immobili (residenziali, industriali e commerciali), ceduti da Intesa Sanpaolo, nell’ambito del Progetto Hemera. Il portafoglio comprende immobili di cui Intesa Sanpaolo, attraverso le sue controllate Intesa Sanpaolo Provis, Intesa Sanpaolo RE.O.CO. e Mediocredito Italiano, è rientrata in possesso in seguito alla cessazione di contratti di leasing o di finanziamento.

Progetto Hemera è il quinto portafoglio acquisito da Bain Capital Credit in Italia nel 2017, per un totale di circa 2 miliardi di attivi in gestione composti da non-performing loan, prestiti e attività immobiliari.

Aquileia Capital Services , controllata al 100% da fondi gestiti da Bain Capital Credit, ha affiancato Bain Capital Credit e Castello durante l’intero processo di acquisizione e si occuperà della gestione degli immobili.

Le assunzioni promesse ai sindacati

La banca ha concluso un accordo con i sindacati dei bancari, che fa seguito a quanto già concordato in relazione all’acquisizione dei rami di attività delle ex Banche Venete (Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca). L’accordo prevede in particolare la disponibilità del Gruppo a: accogliere tutte le domande di uscite volontarie pervenute (circa 7.500 persone), nell’ambito del Fondo di Solidarietà, con le ultime uscite previste entro il 30 giugno 2020;  procedere a 1.000 nuove assunzioni a tempo indeterminato, prestando attenzione alla Rete, alle Aree svantaggiate del Paese e ai nuovi mestieri, comprese assunzioni di categorie protette (collocamento obbligatorio) e tenendo conto delle persone con contratto a tempo determinato ad oggi in servizio; procedere a 500 nuovi inserimenti con contratto misto, ovvero contratto combinato tra rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato part time e rapporto di lavoro autonomo in capo alla stessa persona, per svolgere attività di consulente finanziario previa iscrizione all’Albo Unico dei Consulenti Finanziari.

Pertanto, le uscite volontarie complessive saranno pari a circa 9.000 persone, di cui 1.500 provenienti dal Gruppo Intesa Sanpaolo che hanno già maturato i requisiti pensionistici entro il 31 dicembre 2018, 1.000 provenienti dalle ex Banche Venete e 3.000 dal Gruppo Intesa Sanpaolo nell’ambito del Fondo di Solidarietà entro il 30 giugno 2019 ed infine 3.500 provenienti dal Gruppo Intesa Sanpaolo nell’ambito del Fondo di Solidarietà entro il 30 giugno 2020.3.500 

Il differimento delle uscite fino al 30 giugno 2020 e la riduzione della permanenza media nel Fondo di Solidarietà consentono di ottimizzare gli oneri per le uscite volontarie previsti a carico del Gruppo Intesa Sanpaolo da contabilizzare nel quarto trimestre 2017, che ammontano a circa 45 milioni di euro al netto delle imposte.

Le assunzioni si vanno ad aggiungere alle 150 già concordate con le organizzazioni Sindacali il 1° febbraio 2017 e alle circa 100 assunzioni a tempo indeterminato rivolte ai tempi determinati in servizio presso i rami di attività delle ex Banche Venete al 25 giugno 2017.

Con l’accordo odierno si prevedono risparmi nelle spese del personale a regime (dal 2021) complessivamente pari a circa 675 milioni di euro annui.

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