Intesa Sanpaolo, risultati 2020 superano attese: utile netto a 3,27 miliardi euro

(Teleborsa) – Intesa Sanpaolo chiude il 2020 con un utile netto contabile pari a 3.277 milioni di euro, battendo le attese degli analisti, ed un utile netto pari a 3.505 milioni escludendo il saldo positivo delle componenti relative all’acquisizione di UBI Banca (684 milioni) e l’impatto contabile del connesso azzeramento del goodwill della Divisione Banca dei Territori (912 milioni).

L’utile risulterebbe di 3.083 milioni, superiore alle previsioni, se si escludessero anche i cinque mesi di apporto di UBI Banca (422 milioni) ed in crescita del 9% a 4.539 milioni se si escludono le rettifiche di valore su crediti per i futuri impatti di COVID-19 (2.164 milioni).

Il risultato corrente lordo è pari a 5.719 milioni e risulterebbe in aumento di circa il 10% rispetto al 2019, se si escludessero le rettifiche di valore su crediti per i futuri impatti di COVID-19.

Il conto economico consolidato del 2020 registra proventi operativi pari a 19.023 milioni includendo l’apporto di UBI, superando largamente le attese. Escludendo UBI, gli interessi netti sono pari a 7.070 milioni di euro, in crescita dello 0,9%, e le commissioni nette a 7.582 milioni di euro, in diminuzione del 4,8%, mentre i proventi operativi netti sono pari a 17.409 milioni di euro (escludendo l’apporto di 1.614 milioni di UBI Banca).

Il miglioramento della qualità del credito è confermata dalla riduzione dei crediti deteriorati, al lordo delle rettifiche di valore, pari a circa 10,8 miliardi di euro nel 2020,circa 44 miliardi dal picco di settembre 2015 e circa 32 miliardi dal dicembre 2017 superando con un anno di anticipo, per circa 6 miliardi, l’obiettivo di riduzione pari a circa 26 miliardi previsto per l’intero quadriennio dal Piano di Impresa 2018-2021. L’incidenza dei crediti deteriorati sui crediti complessivi a dicembre 2020 è stata pari al 4,9% al lordo delle rettifiche di valore e al 2,6% al netto escludendo l’apporto di UBI Banca (rispettivamente al 4,4% e al 2,3% includendo UBI). Considerando la metodologia adottata dall’EBA, l’incidenza dei crediti deteriorati al lordo delle rettifiche di valore è risultata pari al 4,2% escludendo l’apporto di UBI Banca e al 3,7% includendolo.

La patrimonializzazione si conferma molto solida, con coefficienti su livelli largamente superiori ai requisiti normativi. Al 31 dicembre 2020, deducendo dal capitale 694 milioni di euro di dividendi proposti, il Common Equity Tier 1 ratio pro-forma a regime è risultato pari al 15,4% (al 16,9% escludendo l’acquisizione di UBI Banca e al 15,9% includendo l’acquisizione di UBI Banca ma escludendo le attività del ramo d’azienda da cedere a BPER Banca), confermando un livello top tra le maggiori banche europee. Il CET1 calcolato applicando i criteri transitori in vigore per il 2020 risulta invece al 14,7%.

“I risultati del 2020 – sottolinea la banca – confermano la capacità di Intesa Sanpaolo di affrontare efficacemente la complessità del contesto conseguente all’epidemia da COVID-19, riflettendo la redditività sostenibile, che deriva dalla solidità della base patrimoniale e della posizione di liquidità, dal modello di business resiliente e ben diversificato e dalla flessibilità strategica nella gestione dei costi operativi”.

“La generazione di valore per tutti gli stakeholder – si sottolinea – verrà accresciuta dall’unione con UBI Banca e dagli oltre 6 miliardi di euro a valere sull’utile ante imposte che il Gruppo ha destinato nel 2020 all’ulteriore rafforzamento della sostenibilità dei risultati, stanziandoli ad accantonamenti per i futuri impatti di COVID-19, ad aumento del grado di copertura dei crediti di UBI Banca nell’ambito del processo di PPA (Purchase Price Allocation) e a oneri di integrazione. L’integrazione di UBI Banca prosegue con successo e in
anticipo rispetto alle scadenze originarie, portando a stimare sinergie superiori a quelle previste al momento dell’Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio”.

Intesa annuncia dividendi cash per 694 milioni di euro, pari a 3,57 centesimi di euro per azione, erogando il massimo consentito dalla raccomandazione della BCE nel limite di 20 centesimi di punto di Common Equity Tier 1 ratio consolidato al 31 dicembre 2020.

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