Intesa Sanpaolo RBM Salute, Vecchietti: “In Italia protezione per beni e salute rappresenta appena l’1,9% del PIL”

(Teleborsa) – “Il mercato assicurativo italiano raccoglie 140 miliardi di premi, di cui solo 34 miliardi sono legati all’assicurazione danni, ovvero alla protezione dei beni e della salute delle persone. Rispetto alle media dei Paesi OCSE, nei quali i premi per l’assicurazione danni rappresentano il 4,5% del PIL (4,4% in Francia, il 3,7% in Germania, il 3,5% in UK), in Italia la protezione per i beni e la salute rappresenta appena l’1,9% del PIL di cui, peraltro, la metà (48%) destinati all’assicurazione auto”. È lo scenario presentato dall’amministratore delegato e direttore generale di Intesa Sanpaolo RBM Salute, Marco Vecchietti, nel suo intervento all’interno del Forum “Un’agenda per la salute” nell’ambito della XVI edizione del Festival dell’Economia di Trento.

“Questa situazione, che rende le famiglie italiane particolarmente fragili di fronte ad eventi catastrofali e a crisi pandemiche come quella che stiamo vivendo, – ha spiegato Vecchietti – non deriva da una mancanza di offerta delle Compagnie Assicurative, quanto dalla mancata valorizzazione del ruolo strutturale che il privato può svolgere in integrazione allo Stato nel campo del Welfare ed all’assenza di adeguati incentivi fiscali per favorire l’attivazione, da parte delle persone, di polizze assicurative che proteggano la propria salute ed il proprio stile di vita, riducendo nel contempo i costi dell’assistenza per l’intera collettività. Nei Paesi Europei nei quali l’assicurazione sanitaria svolge un ruolo attivo di tutela della salute del cittadino, le polizze sanitarie svolgono un importante ruolo sociale ampliando l’accessibilità per i cittadini ai percorsi di cura resi disponibili dalla sanità privata, alle innovazioni in ambito farmaceutico ed alle evoluzioni scientifiche introdotte dalla ricerca. Bisognerebbe cogliere l’opportunità rappresentata dalla necessità di riorganizzare oggi il nostro Sistema Sanitario per strutturare anche in Italia un modello simile che affianchi al Servizio Sanitario Nazionale un Secondo Pilastro Sanitario a gestione assicurativa, che riduca il costo per le famiglie delle cure effettuate al di fuori della Sanità Pubblica e – ha concluso – tuteli più efficacemente le persone anche di fronte ad eventi di natura catastrofale come le pandemie”.

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