Intesa Sanpaolo, Museo del Risparmio presenta ricerca sul valore della sostenibilità ambientale ed economica

(Teleborsa) – Comprendere in che modo i giovanissimi affrontano il tema della sostenibilità intesa in senso ampio, sia economico che ambientale, se con la paura del futuro o con l’approccio positivo di chi sa che può fare la differenza. Questo l’obiettivo della ricerca “Il valore della sostenibilità ambientale ed economica per i giovanissimi” realizzata dal Museo del Risparmio di Intesa Sanpaolo e Episteme e presentata, in collaborazione con Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile – ASviS e UN Global Compact Network Italia, lunedì 31 maggio alle ore 17 in un seminario online. Partendo dagli spunti offerti dalla ricerca, il seminario vedrà confrontarsi autorevoli esperti sul nesso tra consapevolezza ambientale ed economica e sull’approccio dei Centennials alla gestione del denaro e delle risorse naturali. Preceduto dai saluti introduttivi di Maria Cristina Pisani, presidente Consiglio Nazionale Giovani, l’evento vedrà l’intervento di Giovanna Paladino, direttore e curatore del Museo del Risparmio di Intesa Sanpaolo e una tavola rotonda con la partecipazione di Giovanni Ferri, professore ordinario e direttore Master in Management of Sustainable Development Goals, Università Lumsa; Marco Frey, presidente UN Global Compact Network Italia, e Giulio Lo Iacono, coordinatore operativo Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile – ASviS. Al termine sarà previsto un question time con il pubblico.

Attraverso l’indagine condotta sul campo da Episteme, il Museo – spiega una nota – ha indagato come fattori caratteriali e familiari insieme a scuola e l’uso della tecnologia siano in grado di impattare sulla sensibilità dei ragazzi tra i 13 e i 18 anni su temi ambientali ed economici. L’approfondimento consente di completare il quadro di riferimento in cui è stato disegnato il progetto educativo S.A.V.E., sviluppato dal Museo del Risparmio insieme al BEI Institute e offerto online con percorsi specifici per le scuole di ogni ordine e grado.

Dall’indagine – sottolinea la nota – è emersa una fotografia a tratti sorprendente delle giovani generazioni, che mostrano una spiccata maturità e un forte orientamento al futuro, e sembrano riuscire a coniugare i principi e i convincimenti con l’agire quotidiano.


“L’indagine rivela che i ragazzi hanno un approccio alla gestione delle risorse improntato a un uso consapevole e ragionato, e, soprattutto, sentono di poter fare la differenza adottando comportamenti più compatibili con la preservazione dell’ambiente – spiega Paladino –. Anche chi tra loro può essere profilato come arrabbiato considera centrale la prospettiva di un mondo più sostenibile. Il ruolo dei genitori, inoltre, rimane un punto di riferimento per la stragrande maggioranza dei ragazzi”.

“Il coinvolgimento dei giovani nella promozione dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, e nel suo avanzamento, – afferma Frey – è fondamentale. I più giovani dimostrano una sensibilità notevole nei confronti delle sfide ambientali e sociali della contemporaneità e sono propensi a comportamenti coerenti. Tutto ciò appare un presupposto fondamentale per assicurare alle future generazioni un mondo equo, inclusivo e prospero, dove i diritti umani e del lavoro siano pienamente garantiti e il Pianeta sia tutelato e protetto. La transizione giusta passa, anzitutto, attraverso una trasformazione culturale, che è portatrice di nuovi valori e visioni innovative e, per tale motivo, non può non ingaggiare pienamente i dirigenti e gli imprenditori del futuro”.

“Nella logica del Next Generation EU, – dichiara Lo Iacono – è necessario dare sempre più voce alle aspirazioni e alle proposte delle giovani generazioni, anche per ribadire l’ottica di giustizia intergenerazionale posta alla base dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, assunta dall’Unione europea come riferimento di tutte le proprie politiche. Anche per questo in ASviS abbiamo recentemente creato un Gruppo di Lavoro delle organizzazioni giovanili aderenti all’Alleanza”.

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