Intesa Sanpaolo, Assemblea approva bilancio a stragrande maggioranza

(Teleborsa) – L’assemblea degli azionisti di Intesa Sanpaolo ha approvato il bilancio 2020 a stragrande maggioranza. A favore ha votato il 99,64% del capitale rappresentato (pari al 57,5% del capitale sociale totale). Via libera dal 99,87% delle azioni rappresentate anche alla destinazione dell’utile dell’esercizio e distribuzione agli azionisti del dividendo nonché di parte della Riserva sovrapprezzo.

Nella parte ordinaria dell’assemblea, – fa sapere Intesa Sanpaolo in una nota – gli azionisti hanno dato disco verde con larga maggioranza, tra le altre cose, anche alle politiche di remunerazione (favorevole il 91,78%) e al sistema di incentivazione annuale 2021 basato su strumenti finanziari (ok dal 98,82% del capitale presente). Consenso ampio, ma di minor misura (64,9%), all‘aggiornamento del Piano di Incentivazione a Lungo Termine 2018-2021 Pop (Performance call option) destinato al top management, ai risk taker e ai manager strategici, predisposto “in modo da neutralizzare gli effetti tecnici degli eventi esogeni di natura straordinaria (ad esempio la ridotta distribuzione di dividendi del settore bancario europeo nel contesto della pandemia da Covid-19) sulle cosiddette condizioni esterne di mercato del piano stesso”. Per quanto riguarda la parte straordinaria, l’assemblea ha dato il via libera con il 99,82% alle previste modifiche statutarie, tra le quali quella dell’articolo 29, che ora prevede la possibilità di distribuire acconti su dividendi.

“Intesa Sanpaolo – ha sottolineato il suo presidente Gian Maria Gros-Pietro – è un punto di riferimento del Paese, vive da sempre a fianco di famiglie e imprese, è radicata nei territori e nelle comunità in cui opera, ne condivide i problemi, accompagna e favorisce lo sviluppo economico, contribuisce al rafforzamento della coesione sociale, è particolarmente attiva nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio artistico e culturale, fondamento del progresso civile. Il 12 aprile 2021, con il completamento dell’integrazione di Ubi Banca in Intesa Sanpaolo si è svolto un ulteriore passaggio di una storia di successo: la nascita di una realtà ancor più solida, in grado di rafforzare il sistema finanziario italiano e sostenere i territori, a fianco delle famiglie, delle imprese e della società. Confermiamo il nostro ruolo di banca leader nello scenario europeo, particolarmente significativo in una fase in cui il nostro Paese vuole voltare pagina e intraprendere la direzione del rilancio. Da tempo – ha proseguito il presidente di Intesa Sanpaolo – siamo ai primi posti in Europa per solidità patrimoniale e redditività, così come siamo riconosciuti tra le società più sostenibili a livello mondiale. I numeri pur rilevanti, le performance economiche di grande impatto e la partecipazione attiva, in qualità di azionisti, dei più prestigiosi investitori internazionali e delle grandi fondazioni italiane non spiegano tutto. Oggi questa responsabilità è diffusa e riconosciuta come prioritaria da molte aziende e dagli investitori internazionali. È per noi un impegno insito nel nostro codice genetico, perché risale alle fondazioni caritative da cui nasce Intesa Sanpaolo, quasi cinque secoli fa, e che trovano oggi espressione nelle fondazioni di origine bancaria, ancora oggi le nostre principali azioniste. È il nostro un grande gruppo, frutto dell’aggregazione nel corso della storia di circa 400 tra casse di risparmio e istituti di credito territoriali, non il risultato della semplice aggregazione di banche ben gestite, ma ben di più. Un gruppo – ha concluso Gros-Pietro – in grado di produrre un valore maggiore perché fondato su razionali economici ma soprattutto su basi condivise e da sempre al centro dell’impegno di Intesa Sanpaolo: clienti, persone del gruppo, territori”.

“Oggi con l’integrazione tra la prima e la quarta banca in Italia abbiamo rafforzato un campione europeo in grado di sostenere e promuovere il rilancio economico e sociale del Paese – ha dichiarato il ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina –. La comunanza di valori e la condivisione della stessa cultura, ci permette di irrobustire ulteriormente il rapporto di fiducia verso i clienti basato sulla vicinanza e l’ascolto, per accompagnarli nei loro percorsi di vita e di crescita. Con l’integrazione di Ubi sono entrate a far parte del Gruppo persone, competenze, storie d’eccellenza che condividono con Intesa Sanpaolo una vocazione alla sostenibilità. Ora la priorità – ha sottolineato Messina – è rilanciare il Paese. E siamo pronti a fare la nostra parte mettendo in campo le competenze e la serietà delle persone del Gruppo e le risorse che ci derivano da ciò che oggi rappresentiamo: una delle banche leader in Europa. Anche in un anno complesso come quello che abbiamo alle spalle, Intesa Sanpaolo ha saputo essere a fianco di imprese e famiglie nel Paese supportando l’economia reale e rafforzando ulteriormente l’impegno per contrastare l’emergenza sanitaria e sociale”.

Messina si è, poi, soffermato sulle cifre che attestano il ruolo, la potenza e l’impegno della Cà de Sass. “Gestiamo 1.200 miliardi di risparmi degli italiani, abbiamo accordato 500 miliardi di euro di crediti, quasi un terzo del PIL nazionale. Sui conti correnti attivi presso la nostra banca – ha affermato il ceo di Intesa Sanpaolo – passano ogni giorno transazioni per 35 miliardi di euro, deteniamo circa 100 miliardi di euro di titoli del debito pubblico. Siamo il secondo creditore dello Stato dopo la Bce, negli ultimi tre anni abbiamo realizzato un utile netto complessivo di circa 10 miliardi di euro. Abbiamo erogato 95 miliardi di euro di nuovo credito, quasi la metà dei quali ad alto impatto sociale; per sostenere il tessuto produttivo abbiamo tempestivamente promosso moratorie su finanziamenti per 95 miliardi, e nuove iniziative del Fund for Impact sono state avviate per aiutare gli studenti, le madri lavoratrici, persone e famiglie con difficoltà, piccole e piccolissime imprese. Abbiamo sostenuto il Terzo Settore, particolarmente provato dall’acuirsi dell’emergenza socio-sanitaria, con finanziamenti a soggetti non profit per oltre 520 milioni di euro.

Messina ha spiegato che Intesa Sanpaolo “è idealmente posizionata, grazie alla propria rete, per garantire un approccio integrato, inclusivo e trasversale rispetto a imprese capo-filiera, Pmi micro-imprese e start up, necessario per accelerare iniziative di sistema lungo la supply chain, che abilitino progetti di innovazione e transizione sostenibile, con un impatto positivo su competitività internazionale, resilienza e sostenibilità di tutte le imprese, incluse quelle di piccola e media dimensione. Per continuare a svolgere il ruolo di volano dell’economia reale e di acceleratore della crescita – ha confermato – Intesa Sanpaolo intende mettere a disposizione, nell’orizzonte del Pnrr, oltre 400 miliardi di erogazioni a medio-lungo termine, di cui: oltre 140 miliardi alle famiglie; circa 120 miliardi alle imprese con fatturato fino a 350 milioni; circa 150 miliardi a imprese con fatturato superiore a 350 milioni. Alla nostra attività creditizia – ha ricordato Messina – si affianca l’attività verso le comunità: nel 2020 abbiamo raddoppiato le donazioni a favore della sanità, del sociale e della cultura a 184 milioni di euro, con interventi strutturali per il sistema sanitario nazionale e per portare avanti quello che è il più grande piano in Italia di contrasto alla povertà distribuendo 17 milioni tra pasti, posti letto, farmaci e indumenti a sostegno di enti e associazioni caritative. La possibilità di contribuire al rafforzamento della coesione sociale deriva dai nostri risultati. In un anno complesso che ha visto Intesa Sanpaolo e le sue persone impegnate al massimo per garantire la continuità del servizio anche nei momenti più difficili per progettare il futuro siamo partiti dalle persone. Con le sigle sindacali abbiamo definito il più grande progetto di assunzioni di giovani in Intesa Sanpaolo e forse in Italia: 3.500 nuovi ingressi entro il 2024″.

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