INPS verso un deficit di 56 miliardi nel 2023. Boeri: “non allarmante, è sostenibile”

(Teleborsa) – Per l’INPS si stima un deficit patrimoniale di 56 miliardi al 2013, ma il dato è meno allarmante se si considera l’Istituto di previdenza nell’ambito della Pubblica Amministrazione, dove il deficit è ben più ampio. 

Lo ha affermato il numero uno dell’Istituto Tito Boeri, nel corso di un’audizione alle commissioni bicamerali di vigilanza sugli istituti di previdenza, cui ha ribadito che il sistema è “sostenibile”. 

Boeri ha spiegato che il deficit patrimoniale è il risultato essenzialmente delle prestazioni (assegni) garantiti dallo Stato e non coperti dai contributi. 

La gestione dell’INPS – prosegue Boeri – costa 4 miliardi all’anno, pari ad un quarto dell’intera gestione 2015 che valeva circa 15 miliardi tra base contributiva e risparmi gestionali. I crediti verso l’Istituto poi sono aumentati durante la crisi: crescevano dello 0,4% nel biennio 2008-2009 e hanno superato l’8% nel 2010-2011 anche per effetto dell’accorpamento dell’Inpdap e dell’Enpals.

Boeri è poi tornato a parlare della flessibilità in uscita del sistema pensionistico, affermando che si tratta di un “processo utile”, sia per i giovani che non trovano lavoro sia per gli anziani che sono meno produttivi, e chiedendosi “perché non sfruttarlo”.

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