INPS, pesante contrazione assunzioni nel privato

(Teleborsa) – La consistenza dei lavoratori impiegati con Contratti di Prestazione Occasionale (CPO), ad aprile si attesta intorno alle 4 mila unità (in forte diminuzione rispetto allo stesso mese del 2019); l’importo medio mensile lordo della loro remunerazione effettiva risulta pari a 240 euro. Lo si legge nel report di aprile dell’Osservatorio sul precariato diffuso all’Inps.

Per quanto attiene ai lavoratori pagati con i titoli del Libretto Famiglia, ad aprile essi risultano circa 52 mila, in aumento del 458% rispetto ad aprile 2019, la crescita è da riferirsi essenzialmente all’introduzione del bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting previsto dal Dl Cura Italia, il cui pagamento e’ effettuato con i titoli del libretto famiglia; l’importo medio mensile lordo della loro remunerazione effettiva risulta pari a 491 euro.

Le assunzioni attivate dai datori di lavoro privati nel primo quadrimestre del 2020 sono state 1.493.000, con un calo del 39% su base annua. Contrazione particolarmente rilevante nel mese di aprile (-83%), ancor più del mese di marzo (-45%), per effetto dell’emergenza legata alla pandemia Covid-19 e le conseguenti restrizioni (obbligo di chiusura delle attività non essenziali) nonchè la più generale caduta della produzione e dei consumi. Tutte le tipologie contrattuali sono state interessate; in maniera nettamente accentuata cio’ si osserva per tutte le assunzioni con contratti di lavoro a termine (stagionali, intermittenti, somministrati, a tempo determinato).

Le trasformazioni da tempo determinato nel periodo gennaio-aprile 2020 sono risultate 199.000, in flessione rispetto allo stesso periodo del 2019 (-29%; -48% per il mese di aprile), quando il loro volume era risultato eccezionalmente elevato anche per effetto dell’impatto delle modifiche normative dovute al “decreto dignita’”. Le conferme di rapporti di apprendistato giunti alla conclusione del periodo formativo risultano per il complesso del quadrimestre ancora in crescita (+16%) ma nel mese di aprile la variazione rispetto al corrispondente mese del 2019 e’ risultata nulla.

Nel complesso 1.701.000 le cessazioni, in diminuzione rispetto allo stesso quadrimestre dell’anno precedente. Tale diminuzione è stata particolarmente accentuata per i contratti a tempo indeterminato nel bimestre marzo-aprile (-47%) a seguito dell’introduzione nel Dl Cura Italia del divieto di licenziamento per ragioni economiche.

Nel periodo gennaio-aprile 2020, 26.421 rapporti di lavoro (14.459 assunzioni e 11.962 trasformazioni a tempo indeterminato) hanno usufruito dei benefici previsti dall’esonero triennale strutturale per le attivazioni di contratti a tempo indeterminato di giovani fino a 35 anni (legge n. 205/2017), valore in diminuzione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (-41%). I rapporti incentivati costituiscono il 4,5% del totale dei rapporti a tempo indeterminato attivati (assunzioni + trasformazioni).

Il peso delle pensioni anticipate su quelle di vecchiaia che aveva visto un importante aumento nel 2019 rispetto all’anno precedente sia per l’aumento dell’eta’ legale sia per l’introduzione della “quota 100”, conferma nel primo semestre 2020 il suo andamento decrescente. E’ quanto afferma l’Inps nel monitoraggio dei flussi di pensionamento nel primo semestre.

Il rapporto tra pensioni di invalidità e quelle di vecchiaia, osserva l’Istituto di Previdenza, si presenta pari ad un terzo di quello calcolato sull’intero anno 2019; tale diminuzione è imputabile al numero più elevato delle pensioni di vecchiaia liquidate nel primo semestre del 2020 congiuntamente al numero decrescente che le pensioni di invalidità presentano negli ultimi anni.

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