INPS, 500 mila in pensione da oltre 36 anni. Boeri rilancia il contributo di solidarietà

(Teleborsa) – In Italia ci sono quasi 500 mila persone che percepiscono pensioni da oltre 36 anni, quasi una vita lavorativa. 

E’ quanto emerge dai dati forniti dall’INPS sugli anni di decorrenza delle pensioni sugli assegni di vecchiaia, comprese le anzianità, e ai superstiti del settore privato, esclusi quindi sia gli assegni di invalidità previdenziale, sia quelli agli invalidi civili sia le pensioni sociali oltre naturalmente ai trattamenti degli ex dipendenti pubblici.

In questi dati non sono compresi i baby pensionati del pubblico impiego che sono riusciti a uscire dal lavoro prima del 1992, con almeno 14 anni, sei mesi e un giorno di contributi se donne spostate con figli.

Pronto il commento del presidente dell’INPS, Tito Boeri, che torna sulla proposta di un contributo di solidarietà per i più giovani. “Siccome son state fatte delle concessioni eccessive in passato e queste concessioni eccessive oggi pesano sulle spalle dei contribuenti, credo che sarebbe opportuno andare per importi elevati a chiedere un contributo di solidarietà per i più giovani e anche per facilitare e rendere più facile anche a livello europeo questa uscita flessibile” ha detto Boeri a margine del convegno Città Impresa interpellato sui pensionati di lunga data. 

Per il numero uno dell’INPS, l’importante è introdurre più flessibilità “in tempi ragionevolmente stretti” anche in previsione di un rosso da 11,2 miliardi di euro nel 2016.

Pronta la replica del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, che invita a “non alimentare dannose incertezze” e ricorda che “il contributo di solidarietà oggi sulle pensioni alte c’è già, è a scadenza, dovrà essere valutato se confermarlo in quella maniera o diversamente”, ma nulla di nuovo è allo studio.

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