Infrastrutture, Giovannini: “Investimenti straordinari in manutenzione per messa in sicurezza”

(Teleborsa) – “Che le nostre infrastrutture siano vecchie e bisognose di lavori straordinari per la messa in sicurezza lo so da un rapporto Ocse del 2009. Serve un investimento straordinario di manutenzione, per rendere più sicuri ponti e viadotti, e assicurare condizioni adeguate per i cambiamenti tecnologici. Il tema è strutturale, non è una tempesta estiva. Dobbiamo esserne coscienti”. È quanto ha sottolineato il ministro delle Infrastrutture e delle Mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, in un’intervista al quotidiano La Stampa.

Riguardo disagi subiti da chi in questi giorni sta viaggiando su alcune autostrade, come quelle liguri, il ministro ha spiegato che, in seguito a un colloquio con Aspi, “da lunedì scorso sulle tratte liguri i pedaggi sono ridotti per bilanciare i disagi. Ma – ha aggiunto – questo approccio deve valere per tutte le gestioni. Abbiamo 15 concessioni da aggiornare entro l’anno. Proporremo ai gestori di adottare questa pratica, ovunque si renda necessario”.

Parlando della revisione al rialzo delle previsioni del PIL italiano da parte della Commissione europea il ministro ha affermato che “è un bene”. Giovannini ha spiegato che capacità di reazione del sistema produttivo già a maggio 2020 “rivelava che un 30% di imprese non si era mai fermato, che un altro 30% era in condizioni gravissime, e che il resto era in difficoltà ma non drammatiche” quindi dopo la fine delle restrizioni “il rimbalzo ora si allarga a tutti i settori” e “il sistema delle imprese è ripartito, si è dimostrato più resiliente di quanto molti pensavano”. Esistono tuttavia dei rischi, in particolare per i prezzi delle materie prime. “Costruzioni e manifatturiero, per cominciare, – ha evidenziato – se la devono vedere con aumenti dei prezzi delle materie prime e con l’indisponibilità dei materiali. Ci sono poi le incognite della domanda internazionale legate alla minaccia di nuove serrate, come in Australia, per l’andamento della pandemia. Il terzo rischio è che l’eccesso di liquidità ferma sui conti correnti si trasformi troppo lentamente in investimenti e consumi perché le persone restano guardinghe. Per questo bisogna creare le condizioni per sbloccarla”. E “sulle materie prime – ha assicurato Giovannini – agiremo, come è stato fatto nel 2009. Interverremo per compensare gli aumenti eccessivi, sotto forma di emendamento al decreto Sostegni o di un decreto a fine mese”.


“I dati sul clima di fiducia – ha detto Giovannini – mostrano una risalita molto forte in seguito alla riapertura, non solo nei settori come le costruzioni che hanno beneficiato di azioni del governo, ma anche nella manifattura e i trasporti. La buona notizia è che la fiducia si sta trasformando in investimenti e occupazione, sebbene la perdita di lavoro rispetto al 2020 sia ancora fortissima”.

Sulla Tav Torino-Lione Giovannini ha affermato che “manca la progettazione della tratta nazionale. La scelta del governo – ha proseguito – è stata di proporre un commissario per avviare subito la progettazione della tratta italiana che deve essere ancora finanziata. Va ricordato che il governo ha rifinanziato il fondo di sviluppo e coesione per 15 miliardi. Lavoriamo a una proposta per l’utilizzo di quella disponibilità, che si somma agli 80 miliardi dei fondi europei ordinari del 2021-27 da impiegare”al più presto”. Inoltre la nomina del commissario, per il ministro, “aiuta anche a superare un’impasse della progettazione. Abbiamo proposto – ha detto – il commissario del terzo valico, Calogero Mauceri, che ha lavorato bene anche nel dialogo con il territorio. Ora potrà avviare un dialogo con Rfi. Difficile rispondere sui tempi. Non ha senso parlare di finanziamento se non c’è la progettazione”.

Infine sull’utilizzo del Pnrr per assumere nella Pubblica Amministrazione Giovannini ha annunciato che “entro luglio partirà il bando per oltre 100 posti al Ministero. Saranno ingegneri, economisti, tecnici di varia natura”.

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