Inflazione, stangata da oltre 500 euro annui per famiglia

(Teleborsa) – Risalgono i prezzi al consumo in Italia che si avvicinano “pericolosamente” al target del 2% fissato dalla BCE.

“Con il tasso di inflazione all’1,9% la maggiore spesa per la famiglia tipo sale a +570 euro su base annua. Lo afferma il Codacons, che analizza gli effetti dell’inflazione sulle tasche dei consumatori italiani. “La crescita dei prezzi al dettaglio ad aprile è la più alta degli ultimi 4 anni e ha effetti diretti sulle famiglie, determinando una stangata pari a 570 euro a nucleo famigliare su base annua – spiega il presidente Carlo Rienzi – Si tratta però di una inflazione negativa, nel senso che non è determinata da un incremento dei consumi degli italiani, ma solo dalla fortissima crescita del comparto energetico che ha effetti a cascata su tutti i settori, specie sui trasporti”. “Lo stesso istituto di statistica, attraverso gli ultimi dati sulle vendite al dettaglio, ci dice che i consumi in Italia sono in un fase di grave stallo, a dimostrazione del fatto che l’andamento dell’inflazione non segue minimamente quello della spesa degli italiani”, conclude Rienzi.

Dello stesso parere Federconsumatori e Adusbef per cui “la preoccupazione maggiore deriva dal fatto che l’impennata dei prezzi è causata non dall’incremento della domanda interna, bensì dall’aumento ingiustificabile delle tariffe.  Anche Federconsumatori e Adusbef ritiene che a “trainare verso l’alto la dinamica generale dei prezzi sia in particolare l’aumento dei costi di energia elettrica e del gas, nonché dei servizi relativi ai trasporti. Gli effetti di tali aumenti sono estremamente dannosi per le famiglie: è opportuno tenere a mente, infatti, che l’aumento del tasso di inflazione incide in maniera più spiccata specialmente sui redditi medio-bassi on una ricaduta di 562 euro annui a famiglia”.

Federconsumatori e Adusbef denuncia che questo “andamento contribuirà ad intaccare ulteriormente il potere di acquisto delle famiglie, già fortemente ridotto a causa della crisi e dello stallo del mercato occupazionale. Le famiglie rappresentano l’unica forma di sostegno per figli e nipoti disoccupati, che non riescono a trovare un’occupazione. Ciò pesa sui bilanci familiari per un importo di circa 450 Euro al mese. Secondo l’associazione dei consumatori la risposta “per risollevare le condizioni delle famiglie in crisi è necessario, da un lato, monitorare con attenzione e severità l’andamento delle tariffe, dall’altro agire concretamente per rimettere in moto la domanda occupazionale, dando un nuovo impulso alla crescita”.

L’Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha recentemente stimato che, se il Governo avviasse le tanto sperate misure per il sostegno dell’occupazione portando il tasso di disoccupazione alla soglia del 6%, il potere di acquisto delle famiglie aumenterebbe di 40 miliardi di euro l’anno.

Coldiretti commentando i dati dell’ISTAT ha spiegato che a spingere l’inflazione è l’aumento del 12,9% dei prezzi dei vegetali freschi rispetto allo stesso mese dello scorso anno per effetto una pazza primavera segnata dal rincorrersi di nubifragi, grandine, siccità e gelate fuori stagione.

La primavera – sottolinea la Coldiretti – è stata segnata da nubifragi, siccità e gelate fuori stagione che hanno provocato danni alle coltivazioni che hanno costretto molte regioni a chiedere lo stato di calamità con un impatto sui prezzi che ha costretto i consumatori a fare lo slalom nella spesa. In Italia si è verificata ad aprile una riduzione del 36% delle precipitazioni con temperature superiori di 1,65 gradi rispetto alla media di riferimento secondo le elaborazioni Coldiretti su rilevazioni Isac Cnr. Una evidente anomalia -conclude  Coldiretti – che conferma i cambiamenti climatici in atto che in Italia si manifestano con ripetuti sfasamenti stagionali con pesanti effetti sull’agricoltura italiana che negli ultimi dieci anni ha subito danni per 14 miliardi di euro a causa delle bizzarrie del tempo.

 

 

 

 

 

 

 

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