Inflazione in frenata, le diverse visioni di consumatori e commercianti

(Teleborsa) – “Un passetto in avanti e uno indietro. I dati congiunturali, ormai da mesi, ci restituiscono sempre il medesimo quadro, fatto di tinte sempre più fosche. La frenata dell’inflazione registrata oggi dall’Istat è l’ennesima spia di una ripresa che fatica a imboccare un sentiero certo, una via sicura che porti il Paese davvero fuori dal tunnel di questa infinita crisi. Per parlare di crescita non possiamo più accontentarci degli zero virgola, perché avremmo bisogno di uno scatto in avanti di peso, mentre il dato sui prezzi al consumo di settembre conferma appunto le incertezze di una ripresa che non si vede e soprattutto non e’ avvertita ne’ dalle famiglie ne’ dalle micro, piccole e medie imprese”. E’ quanto dichiara il presidente di Unimpresa, Giovanna Ferrara, commentando di dati diffusi oggi dall’Istat relativo all’andamento dell’indice dei prezzi al consumo. Secondo Ferrara “questa prossima legge di bilancio non deve essere l’ennesimo contenitore di mance elettorali.C’è necessità didi interventi strutturali, a cominciare dall’abbassamento del cuneo fiscale sul lavoro”.

Di diverso parere Carlo Rienzi, Presidente del Codacons che spiega come il dato di settembre, è falsato dal forte calo registrato dai trasporti, e dalla fine delle vacanze estive che porta ad una ondata di ribassi dei listini in diversi settori. Non a caso i prezzi del Trasporto aereo passeggeri scendono del -27,2% in termini congiunturali, quelli dei trasporti marittimi -31,4%, e fortissime riduzioni si registrano per Villaggi vacanza, campeggi, ostelli (-28,4%) e pacchetti vacanza (-25,9%)”. “La frenata dell’inflazione a settembre é quindi influenzata da fattori stagionali attesi ed ampiamente previsti, e i prezzi al dettaglio nelle prossime settimane sono destinati a crescere – prosegue Rienzi -. In ogni caso l’attuale tasso di inflazione determina una maggiore spesa a carico delle famiglie pari a +333 euro annui a nucleo familiare”.

Più dettagliata l’analisi della Confesercenti che spiega “se da un lato i rallentamento congiunturale nel mese di settembre non desta troppe sorprese, essendo praticamente una costante degli ultimi 3-4 anni, quello che dovrebbe far riflettere sono le riduzioni di un decimale dell’inflazione acquisita per il 2017, da 1,4 di agosto ad 1,3% e soprattutto di due decimali dell’inflazione di fondo, da 1% di agosto a 0,8%. Permane, inoltre, l’influenza di fattori esterni: una delle voci che diminuisce di più’ e’, ancora una volta, quella dei beni energetici regolamentati. Siamo dunque in presenza di una inflazione sostanzialmente ferma e, anche se in gran parte questo risultato è previsto anche nei documenti ufficiali (l’inflazione programmata si attesta a 1,2%), questo desta comunque qualche preoccupazione: di fatto, ci sembra indicare che le componenti interne della domanda di consumo non producono ancora effetti di rilievo”.

Secondo l’Ufficio Studi di Confcommercio “il calo registrato dai prezzi a settembre va letto in chiave positiva quale fattore di sostegno al potere d’acquisto reale delle famiglie, anche se conferma la presenza di fragilità nel quadro dei consumi. La domanda delle famiglie fatica ancora ad instradarsi su un sentiero di crescita vivace, nonostante la recente impennata della fiducia. Il dato dell’ultimo mese conferma il divario inflazionistico esistente tra l’Italia ed i principali paesi dell’Eurozona, che si stanno lentamente avviando verso valori prossimi al 2%”.

La Coldiretti indica “l’effetto siccità che pesa sull’inflazione con il rincaro record a settembre dei prezzi di frutta e verdura (+5,1% rispetto all’anno precedente) legato al calo delle produzioni causato dal gran caldo e dalla mancanza di pioggia.
Questo “evidenzia la spinta autunnale nel carrello della spesa dopo una estate calda e siccitosa che ha provocato 2 miliardi di danni nelle campagne con la distruzione di interi raccolti. La situazione resta tuttavia difficile – sottolinea Coldiretti – nei campi dove spesso le quotazioni non coprono i costi di produzione per effetto delle distorsioni lungo la filiera.

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