Inflazione, continua la corsa: maxi stangata su famiglie

(Teleborsa) – Non si ferma la corsa dell’inflazione che accelera anche a febbraio, per l’ottavo mese consecutivo, raggiungendo un livello (+5,7%) che non si registrava da novembre 1995.

“Il dato dell’inflazione di febbraio, che conferma l’impennata in corso, desta ulteriore preoccupazione perché, insieme al protrarsi del conflitto in Ucraina ed alla ripresa dei contagi legati alla pandemia, genera aspettative negative e, in alcune fasce di popolazione, dei veri e propri allarmismi”. Così, in una nota, Confesercenti.

“Giungono, infatti, segnalazioni di comportamenti delle famiglie che tendono ad acquistare una grande quantità di beni di largo consumo, come se ci si trovasse in una situazione di economia razionata. Bisogna subito invertire questa tendenza pericolosa e favorire segnali di calma, nei limiti delle possibilità dei governi nazionali.

Ora è fondamentale – si legge – “che il Governo si concentri sulle misure volte a bloccare la corsa dei prezzi dei beni energetici, con il taglio dei prezzi dei carburanti e la riduzione delle bollette, per mettere in sicurezza famiglie ed imprese che si trovano, dopo due anni di crisi sanitaria, nuovamente in emergenza. Per questo speriamo che le misure per contenere la stangata su famiglie e imprese possano arrivare già questa settimana. Riteniamo indispensabile, in particolare, ridurre per tutto il tempo dell’emergenza la componente fiscale che pesa su energia, gas e carburanti, attivando un meccanismo automatico da applicarsi sugli aumenti dei costi energetici rispetto all’anno precedente, che riconosca un credito d’imposta pari agli aumenti subiti dalle imprese nell’arco degli ultimi mesi. Allo stesso modo, occorre agire in sede europea per fronteggiare le ricadute economiche della guerra in Ucraina, con provvedimenti volti a gestire la crisi energetica attraverso un tetto ai prezzi delle importazioni di gas”.

Sulla linea della preoccupazione anche Confcommercio che commenta così: “Nessuna buona nuova dalla conferma dell’Istat sull’inflazione di febbraio. A questo punto, anche in assenza di peggioramenti sui fronti geopolitico ed energetico, un tasso d’inflazione medio per il 2022 superiore al 5% è ampiamente prevedibile. Le conseguenze negative per la dinamica dei consumi, e quindi del PIL, sono già tangibili”.

L’inflazione al 5,7% si traduce in “una stangata pari a +1.751 euro annui per la famiglia “tipo”, mazzata che raggiunge quota +2.275 euro per un nucleo con due figli”, afferma il Codacons.

“Da 27 anni non si registrava in Italia una inflazione così elevata, e la crescita dei listini al dettaglio non può essere giustificata solo dal caro-bollette – afferma il presidente Carlo Rienzi – Il timore concreto è che si stiano registrando in questi giorni forti speculazioni sui prezzi che sfruttano il conflitto scoppiato in Ucraina per aumentare in modo del tutto ingiustificato i listini di beni di largo consumo come pane e pasta”.

“Sulle famiglie si è abbattuto un terremoto dagli effetti devastanti per i loro portafogli. Se a questo si aggiunge che l’Istat non ha ancora rilevato le speculazioni scattate dopo la guerra in Ucraina, dato che le rilevazioni si fermano alla terza settimana del mese mentre la guerra è scoppiata il 24 febbraio, il quadro diventa ancora più allarmante” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori che chiede al Governo “uno scostamento di bilancio e la riduzione delle accise sui carburanti di almeno 50 cent per intervenire su una delle cause dell’inflazione, quella che insieme a luce e gas sta svuotando le tasche degli italiani e senza le quali l’inflazione oggi sarebbe pari solo al 2,1%”.

“L’inflazione a 5,7% significa, per una coppia con due figli, un aumento del costo della vita pari a 2051 euro su base annua, 1018 solo per Abitazione, acqua ed elettricità, 486 euro per i Trasporti, 359 per i prodotti alimentari e bevande, 370 per il carrello della spesa. Per una coppia con 1 figlio, la maggior spesa annua è pari a 1932 euro, 1021 per l’abitazione, 424 per i trasporti, 323 euro per cibo e bevande, 333 per le spese di tutti i giorni del carrello. In media per una famiglia il rialzo complessivo è di 1669 euro, 959 per l’abitazione, 311 per i trasporti, 267 euro per mangiare e bere. Ma il record spetta alle coppie senza figli con meno di 35 anni che, spendendo di più di quelle con i figli per la cura della casa, hanno un aggravio annuo di 2130 euro, 1208 solo per l’abitazione e alle famiglie numerose con più di 3 figli con una batosta pari a 2307 euro, 393 solo per il cibo, 405 per il carrello della spesa” conclude Dona.

Assoutenti parla di “massacro” per le tasche dei consumatori e un conto salatissimo per le famiglie destinato purtroppo ad aggravarsi per effetto della guerra scoppiata in Ucraina.
“I prezzi crescono a febbraio del +5,7% determinando una stangata da + 1.751 euro annui per la famiglia “tipo”. Numeri destinati tuttavia a peggiorare a marzo a causa del conflitto scoppiato in Ucraina, e che ha portato ad una raffica di rincari in tutti i settori, dal pane alla pasta, passando per energia, carburanti e materie prime. Incrementi che potrebbero portare a marzo ad una inflazione record nel nostro paese”, spiega il presidente Furio Truzzi che chiede al Governo di “intervenire con urgenza per salvare famiglie e imprese dal default generato da inflazione, bollette, benzina”.