Inflazione, Associazioni dei consumatori: “Stangata in arrivo. Governo intervenga per evitare dramma d’autunno”

(Teleborsa) – Resta alto l’allarme suonato dall’Istituto Nazionale di Statistica in Italia nel suo bollettino sulle pubblicazioni definitive sui prezzi al consumo per il mese di luglio. Nonostante una lettura che conferma i dati provvisori, pubblicati il 29 luglio, con un’inflazione che su base annua è scesa dal 8% al 7,9% e con un’inflazione che su base mensile evidenzia una crescita dello 0,4%, l’Istat evidenzia come l’inflazione tendenziale resti elevata e come il recente rallentamento non freni “l’onda lunga delle tensioni inflazionistiche che si stanno diffondendo agli altri comparti merceologici”. A tal riguardo l’inflazione di fondo, ovvero al netto degli energetici e degli alimentari freschi è cresciuta del 4,1% su valori a cui non si assisteva da giugno 1996.

Uno scenario che si traduce in una stangata per i consumatori. “Mentre rallenta l’inflazione su base annua i consumatori – commenta Gabriel Debach, market analyst di eToro – non possono festeggiarne la lettura. Il cosiddetto carrello della spesa, che misura la crescita dei prezzi sui prodotti alimentari, per la cura della casa e della persona che rientrano nella spesa quotidiana delle famiglie, registra infatti una nuova salita attestandosi ad un +9,1% rispetto al 8,2% di giugno. Valore che continua ad essere superiore a quello dell’indice dei prezzi al consumo. La lettura resta inferiore a quella europea, pari al 8,9%, sebbene superiore a quella tedesca 7,5% e francese 6,1%. In un’Europa che a luglio (dato provvisorio) ha visto un incremento del valore, passato dal 8,6% al 8,9%, il calo evidenzia un dato italiano positivo, insieme alle letture in calo della Grecia, Germania e del Belgio”.

“Un disastro! Un cataclisma! Una rovina! Al di là dell’impercettibile calo su giugno, l’inflazione dissangua sempre più gli italiani perché sale il carrello della spesa, colpendo i consumi obbligati non rinviabili. Un record pari al +9,1% di cui avremmo fatto volentieri a meno – afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori –. L’inflazione a +7,9% significa, per una coppia con due figli, una stangata complessiva, in termini di aumento del costo della vita, pari a 2625 euro su base annua, ma di questi ben 769 se ne vanno solo per prodotti alimentari e bevande e 795 per il carrello della spesa. Per una coppia con 1 figlio, la mazzata totale è pari a 2437 euro, 694 euro solo per cibo e bevande, 721 per il carrello. In media per una famiglia il rialzo annuo è di 2036 euro, 564 euro per mangiare e bere, 585 per il carrello. Il record spetta alle famiglie numerose con più di 3 figli con una batosta pari a 2946 euro, 919 solo per il cibo, 944 per i beni alimentari e per la cura della casa e della persona”.

Anche per il Codacons “l’inflazione ancora elevatissima è una tragedia per i consumatori e avrà effetti pesantissimi sull’economia nazionale”. Secondo i calcoli dell’associazione “il tasso di inflazione al 7,9% si traduce a parità di consumi in una maggiore spesa pari a +2.427 euro annui per la famiglia ‘tipo’, che raggiungono +3.152 euro annui per un nucleo con due figli, considerata la totalità dei consumi di una famiglia”. Considerato l’andamento complessivo dell’inflazione nel nostro paese questo, per il Codacons, significa che, a parità di consumi, gli italiani subiscono nel corso dell’anno un aggravio di spesa pari a complessi +53,5 miliardi di euro per l’acquisto di beni e servizi rispetto al 2021, di cui 10,9 miliardi di euro solo per la spesa alimentare a causa proprio dell’aumento di prezzi e tariffe. “Siamo in presenza di una vera e propria emergenza nazionale che avrà effetti pesanti sull’economia e sulle condizioni economiche delle famiglie” – spiega il presidente del Codacons Carlo Rienzi –. È necessario intervenire con urgenza tagliando subito l’Iva sui beni di prima necessità come gli alimentari, i cui prezzi hanno subito a luglio un rincaro record del +10% su base annua, in modo da consentire una riduzione immediata dei listini al dettaglio e permettere alle famiglie di mettere il cibo in tavola senza subire un salasso”.

“Prosegue l’allarme sul fronte degli alimentari che anche a luglio registrano una impennata record, aumentando addirittura del 10% rispetto allo scorso anno – sottolinea il presidente di Assoutenti Furio Truzzi –. Questo significa che una famiglia con due figli, solo per mangiare, deve mettere in conto una maggiore spesa in media pari a +749 euro annui, una stangata senza precedenti. Il Governo deve intervenire abbandonando la politica dei bonus a pioggia e tagliando subito l’Iva sui beni primari come gli alimentari, in modo da portare ad una immediata riduzione dei prezzi al dettaglio e a benefici diretti per le famiglie. Il vero problema, tuttavia, è quello dell’energia: senza interventi efficaci si profila all’orizzonte un ‘dramma d’autunno’ sul fronte delle bollette, con i consumatori che andranno incontro a nuovi pesanti rialzi delle tariffe nei mesi in cui fanno maggior uso di gas e alla possibilità di riduzioni delle forniture legate alla delicata situazione con la Russia”.