Gli industriali a Cernobbio bocciano (quasi tutti) l’operato del Governo

Da Cernobbio avviso al Governo, parere "negativo" o "molto negativo" sull'operato di M5s e Lega

L’operato del governo giallo-verde non piace agli industriali italiani. Questo in estrema sintesi il giudizio emerso dal Forum di Cernobbio.

Nella giornata conclusiva della 30/a edizione del Workshop Ambrosetti sul Lago di Como ben 164 partecipanti su 200, pari all’82% dei partecipanti al tele-voto, ha dato parere negativo all’operato del governo. Nel dettaglio al convegno hanno espresso un parere “negativo” il 39,6% dei partecipanti e “molto negativo” il 40,6%. Solo l’1% degli imprenditori presenti al Workshop – in pratica due degli ospiti – ha definito “molto positivo” l’operato del governo. Un giudizio “appena sufficiente” sul Governo Conte arriva invece dal 13,9%, mentre solo il 4% dà un voto “positivo”.

L’anno scorso, con il governo Gentiloni ormai in scadenza, il quadro era esattamente opposto. L’azione di governo era “molto negativa” per il 2,2% nel 2018 e “negativa” per il 7,6%, “appena sufficiente” per il 21,7%, “positiva” per il 53,3% e “molto positiva” per il 13%.

Per quanto riguarda gli effetti sul Governo italiano delle elezioni europee, il 37,9% del campione sondato ritiene il quadro politico sarà modificato e si renderà necessario un rimpasto, mentre il 35,9% pensa che tali cambiamenti porteranno a elezioni anticipate.

Da più di 40 anni il Forum Ambrosetti è un appuntamento rilevante nel panorama economico, accademico, istituzionale e politico. La prima edizione risale infatti al 1975. Ambrosetti è stato confermato primo Think Tank privato italiano, tra i primi dieci in Europa e nei primi 100 indipendenti su 6.846 a livello globale dall’Università della Pennsylvania. Quello emerso a Cernobbio è un segnale chiaro della frattura che si è prodotta fra le forze produttive e l’alleanza di governo.

Nei giorni scorsi anche Confindustria aveva espresso forte perplessità riguardo l’operato del Governo M5S – Lega. Viale dell’Astronomia ha lanciato l’allarme crescita zero per l’Italia nel 2019. La previsione del Centro Studi di Confindustria rivede al ribasso di 0,9 punti le stime elaborate lo scorso ottobre. A pesare, per circa i tre quarti del calo, la minore domanda interna. Il resto lo fa il calo della domanda estera.
Il presidente degli industriale Vincenzo Boccia, ospite in Rai aveva sottolineato : “Nel caso questa paralisi continuasse, di fronte a un Paese che ha davanti a sè, nella prossima manovra economica, 23 mld di clausole di salvaguardia da onorare o affronti la situazione con responsabilità o, evidentemente, c’è qualcosa che non va, di cui bisognerebbe prendere atto”.

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