Industria, produzione recupera a ottobre ma prospettive non favorevoli

(Teleborsa) – L’attività industriale in Italia ha mostrato una dinamica contrastante nell’ultimo bimestre: alla riduzione rilevata in settembre (-0,6% congiunturale) è infatti seguito un rimbalzo in ottobre (+0,6%), in parte attribuibile a una ricostituzione delle scorte; in media, comunque, l’attività nell’ultimo bimestre risulta sostanzialmente piatta.

E’ quanto indica il Centro studi di Confindustria (CSC) stimando nel terzo trimestre una contrazione della produzione industriale analoga a quella rilevata nel secondo (-0,6%). Il quarto registra una variazione congiunturale acquisita di +0,3%. Le prospettive nel breve periodo non sono positive, secondo le indagini ISTAT condotte presso gli imprenditori manifatturieri.

Il CSC rileva un incremento della produzione industriale dello 0,6% in ottobre su settembre, quando c’è stato un arretramento dello 0,6% rispetto ad agosto. Nel terzo trimestre l’attività è stimata diminuire dello 0,6% sul secondo e l’acquisito al quarto trimestre, ovvero la variazione che si avrebbe se in novembre e dicembre l’attività ristagnasse, è di +0,3%.

La produzione, al netto del diverso numero di giornate lavorative arretra in ottobre dell’1,4% rispetto allo stesso mese del 2018; in settembre è stimata scendere del 2,6% annuo. Gli ordini in volume registrano diminuzioni congiunturali in entrambi i mesi: -0,2% in ottobre dopo -0,4% in settembre.

La dinamica dell’attività nei mesi recenti è stata condizionata dal peggioramento di entrambe le componenti della domanda: quella interna ha continuato a risentire delle accresciute preoccupazioni di imprese e famiglie sulla situazione economica dell’Italia; quella estera soffre a causa di un contesto internazionale che non lascia intravedere miglioramenti.

In Europa, in particolare, pesano le difficoltà della Germania che, secondo la Bundesbank, sarebbe entrata in recessione tecnica nel terzo trimestre e non mostra segnali di accelerazione in autunno. L’ISTAT in ottobre ha rilevato un lieve aumento della fiducia tra le imprese manifatturiere italiane, dopo i minimi da 5 anni toccati in settembre.

Il dettaglio delle componenti principali non evidenzia significativi miglioramenti: sono rimasti negativi i giudizi su ordini (interni ed esteri) e produzione, ancora su livelli molto bassi e vicini a quelli raggiunti circa sei anni fa. Sono inoltre giudicate in aumento le scorte; questo spiegherebbe – in parte – l’incremento dell’attività in ottobre, avvenuto in un contesto di domanda bassa e calante.

Gli imprenditori si mostrano pessimisti sull’andamento del fatturato estero anche nei mesi autunnali, a causa delle tensioni sui mercati internazionali e della debolezza dell’economia tedesca, primo partner commerciale dell’Italia.

In definitiva, nonostante alcuni marginali miglioramenti rilevati nell’ultimo mese, la condizione dell’industria italiana rimane ancora estremamente debole e con basse probabilità di inversione di rotta nel breve periodo.

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