Industria, Associazioni consumatori: “Recuperati valori pre-crisi ma necessario rilanciare i consumi”

(Teleborsa) – Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, la produzione industriale ad aprile sale dell’1,8% sul mese precedente e del 79,5% su base annua. Un segnale positivo per le associazioni dei consumatori che sottolineano, tuttavia, la necessità di lavorare ancora sulla ripresa.

“Dati ottimi e abbondanti, che indicano l’uscita dal tunnel della crisi. Non solo per il rialzo annuo, che nonostante fosse scontato e ovvio, non era certo previsto di tale portata, ma per il fatto che si è recuperato sui valori pre-crisi – commenta Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori –. Secondo il nostro studio, infatti, se si confronta il dato di oggi con quello del febbraio 2020, ultimo mese pre-lockdown, la produzione è superiore dell’1,2%, +6,2% per i beni durevoli. Persino andando indietro di due anni, rispetto ad aprile 2019, oggi il livello, nei dati corretti per gli effetti di calendario, è più alto dell’1,1%. Unico neo, che non guasta, però, la festa di oggi, – sottolinea Dona – è che rispetto all’ultimo mese pre-pandemia, ossia gennaio 2020, c’è ancora un lievissimo gap dello 0,2% da recuperare. Anche rispetto al rimbalzo eccezionale di agosto 2020, c’è ancora un divario dello 0,6%”.

Anche secondo il Codacons la ripresa della produzione industriale, che per il quinto mese consecutivo segna una crescita congiunturale, è una buona notizia per l’economia italiana. “I numeri di aprile relativi all’industria sono un segnale importante e fanno ben sperare per il futuro del paese – afferma il presidente del Codacons Carlo Rienzi commentando i dati diffusi oggi dall’Istat –. Nonostante i dati annuali siano alterati dal confronto con il lockdown totale registrato nel 2020, si registra una positiva crescita su base mensile per tutti i comparti. Sulla ripresa della produzione, tuttavia, pesa la crisi dei consumi che ancora si registra nel nostro paese: i beni di consumo, infatti, anche ad aprile arrancano, e segnano la crescita più bassa tra tutte le voci, +0,5%. Numeri che – conclude Rienzi – dimostrano la necessità di rilanciare i consumi delle famiglie sostenendo la spesa con misure specifiche, incrementando il potere d’acquisto dei cittadini e aiutando i nuclei che hanno subito una perdita del reddito a causa del Covid”.

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