Inchiesta Consip, il padre di Renzi ascoltato dai pm romani

(Teleborsa) – Dopo l’arresto dell’imprenditore campano Alfredo Romeo, che sarà ascoltato dai magistrati lunedì 6 marzo, con l’accusa di corruzione, nello scandalo degli appalti Consip, i riflettori tornano su Tiziano Renzi, padre dell’ex Premier, coinvolto nella vicenda con l’accusa di traffico ed influenze illecite.

Secondo gli inquirenti, Renzi-padre avrebbe favorito Romeo nei rapporti con la Consip, la SpA che si occupa degli acquisti accentrati della PA, in cambio di una “tangente”.

“Non ho nulla da nascondere”, aveva dichiarato Tiziano Renzi prima dell’interrogatorio. Ascoltato da procuratore aggiunto Paolo Ielo presso la sede del tribunale di Piazzale Clodio, nel primo pomeriggio, il padre dell’ex Premier si è presentato con l’avvocato Federico Bagattini. 

Dal carcere anche Romeo ha negato i rapporti con Tiziano Renzi, ma il suo coinvolgimento nelle indagini deriva dalle deposizioni rilasciate nel dicembre scorso dall’Ad di Consip, Luigi Marroni. Il manager aveva parlato di pressioni ricevute dall’imprenditore di Scandicci Carlo Russo, amico del padre di Renzi, per “intervenire sui commissari di gara per conto del babbo di Matteo e del parlamentare di Ala” Denis Verdini (condannato a nove anni per il fallimento dell’ex Credito Cooperativo Fiorentino).

Sempre oggi, è stato sentito per tre ore a Firenze Carlo Russo, indagato per la stessa vicenda e con la stessa accusa di traffico di influenze illecite. 

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