Inail, contagi Covid-19 sul lavoro superano soglia 150 mila

(Teleborsa) – Superano quota 150mila le infezioni da Covid-19 segnalate all’Inail dall’inizio della pandemia. Le denunce a fine febbraio erano 156.766, un quarto del totale delle denunce di infortunio e pari al 5,4% del totale dei contagiati rilevati dall’Istituto superiore di sanità (Iss). Rispetto al mese precedente vi sono 8.891 casi in più (+6%).

Un quarto delle denunce arrivate a novembre

La seconda ondata di contagi – sottolinea l’Inail – ha avuto un impatto più intenso in ambito lavorativo, in quanto le denunce arrivate nel periodo ottobre 2020-febbraio 2021 incidono per il 64,4% sul totale e risultano esattamente il doppio rispetto al 32,2% del trimestre marzo-maggio 2020.

Un quarto delle denunce si sono concentrate nel mese di novembre (24,5%), davanti a marzo 2020 (18,1%) ottobre 2020(15,3%) e dicembre 2020.

Prima ondata più letale

Due morti su tre si sono però verificati nella prima ondata della pandemia: il 67,8% dei decessi è stato denunciato nel trimestre marzo-maggio 2020 contro il 29,6% del periodo ottobre 2020-febbraio 2021.

Le morti da Covid-19 segnalate all’Istituto sino a febbraio sono 499, circa un terzo del totale dei decessi sul lavoro denunciati all’Inail dal gennaio 2020, con un’incidenza dello 0,5% rispetto al numero dei deceduti nazionali da Covid-19 registrati dall’Iss. Rispetto al mese precedente si registrano 38 decessi in più.

Vibo Valentia, Campobasso e Lecco le province più colpite

L’analisi territoriale evidenzia che il 44,6% delle denunce si è verificato nel Nord-Ovest. Al top la Lombardia con il 26,5%. Il 24,3% dei casi appartiene invece al Nord-Est (Veneto 10,7%), il 14,5% al Centro (Lazio 6,1%), il 12,1% al Sud (Campania 5,5%) ed il 4,5% nelle Isole (Sicilia 3,0%).

Le province con il maggior numero di contagi dall’inizio della pandemia sono Milano (10,2%), Torino (7,1%), Roma (4,8%) e Napoli (3,7%).

Le province che registrano i maggiori incrementi rispetto a gennaio sono però quelle di Vibo Valentia (+34,1%), Campobasso (+26,2%), Lecco (+20,5%), Crotone (+20,5%), Reggio Calabria (+19,4%), Perugia (+18,1%), Ancona (+16,7%) e Isernia (+16,3%).

Nel Nord-Ovest si registra anche il 47,5% dei casi mortali, prima la Lombardia con il 33,9%. Segue il Sud con il 20,9% dei decessi denunciati, il Centro (14,8%), il Nord-Est (12,2%) e le Isole (4,6%). Le province che contano più casi mortali dall’inizio della pandemia sono quelle di Bergamo e Milano (9,0% per entrambe), Napoli (6,8%), Roma (6,2%), Brescia (5,2%), Torino (4,0%), Cremona (3,8%) e Genova (3,2%).

Il Covid contagia più donne e quarantenni

Si registrano più contagi tra le lavoratrici, a eccezione di Sicilia e Campania, ma le morti sono più numerose fra gli uomini (83,0%) ed i lavoratori nelle fasce di età 50-64 anni (71,4%). L’età media è di 46 anni, ma sale a 59 per i deceduti.

L’86% delle denunce riguarda lavoratori italiani. Il restante 14% sono stranieri, concentrati soprattutto tra i lavoratori rumeni (pari al 21% dei contagiati stranieri), peruviani (13,2%), albanesi (8,0%), moldavi (4,4%) ed ecuadoriani (4,3%). Nove morti su 10 sono italiani (90,4%), mentre le comunità straniere con più casi mortali sono quelle peruviana (con il 18,8% dei decessi dei lavoratori stranieri), albanese (12,5%) e rumena (10,4%).

Sanità e assistenza sociale primi per contagi e morti

La stragrande maggioranza dei contagi e dei decessi (rispettivamente 97,6% e 91,4%) ricade nell’Industria e servizi. Il settore della sanità e assistenza sociale – che comprende ospedali, case di cura e di riposo, istituti, cliniche e policlinici universitari, residenze per anziani e disabili – si conferma al primo posto tra le attività produttive con il 68,4% delle denunce e il 27,1% dei casi mortali codificati.

Manifatturiero e trasporti gli altri settori con più casi mortali. Gli altri settori più colpiti sono il noleggio e servizi di supporto alle imprese (vigilanza, pulizia e call center) ed il manifatturiero (addetti alla lavorazione di prodotti chimici e farmaceutici, stampa, industria alimentare).

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