In Italia è boom di inattivi: 4 disoccupati su 10 abbandonano la ricerca

(Teleborsa) – Quando il mercato del lavoro non offre più opportunità alcuna e la disoccupazione incombe, specie fra i giovani, abbandonare la ricerca diventa quasi scontato. E’ così che lievita il numero di inattivi, ossia individui che non lavorano e non sono in cerca di occupazione.

Si tratta spesso di una popolazione molto più vasta dei disoccupati e grande quasi come la popolazione degli occupati: secondo gli ultimi dati Eurostat, gli occupati nel terzo trimestre ammontavano a 169,6 milioni, i disoccupati a 12,9 milioni e gli inattivi a 105,1 milioni. 

Il rapporto considera però i flussi intervenuti fra queste tre categorie nell’arco del trimestre, segnalando che, fra i quasi 13 milioni di disoccupati presenti in UE, il 17,9% è riuscito a trovare un impiego (3,7 milioni), mentre il 19,4% è divenuto inattivo (4 milioni). Il restante 62,7% risulta ancora disoccupato. Guardando al complesso dell’UE si rileva un’aggiunta netta di posti di lavoro, sia nell’interscambio occupati-inattivi che in quello disoccupati-inattivi. 

Uno sguardo alle dinamiche del mercato del lavoro nazionali mostra invece profonde divergenze. L’Italia ad esempio è il Paese europeo con la maggior crescita di inattivi: si contano almeno 4 su 10 disoccupati che hanno abbandonato la ricerca (il
41,6% a fronte del 19,4% della media europea). Solo il 14,3% ha trovato un’occupazione, percentuale al di sotto del 17,9% della media UE. 

Dopo il nostro Paese, la Finlandia ha visto crescere gli inattivi del 34%, l’Olanda del 27,8% e la Svezia del 25,6%. Mancano però i dati della Germania.

Se il quadro del mercato del lavoro tricolore appare sconfortante, c’è anche da fare qualche considerazione: le statistiche non risentono solo di fattori economici, ma anche di fattori stagionali e tecnici: i primi fanno riferimento ad esempio ai laureati che iniziano la ricerca di lavoro, i secondi riguardano la metodologia delle rilevazioni effettuate che richiedono due condizioni essenziali per essere inseriti nella categoria inattivi (il non aver attivamente cercato un posto di lavoro nelle 4 settimane precedenti all’intervista e l’esser disponibili ad accettare un lavoro immediatamente o entro 2 settimane).

In Italia è boom di inattivi: 4 disoccupati su 10 abbandonano la ricerca
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