In difficoltà il settore manifatturiero europeo. Si spera nella BCE

(Teleborsa) – Rallenta il ritmo di crescita delle imprese manifatturiere dell’Eurozona, con l’indice PMI che a febbraio si porta sui minimi degli ultimi dodici.

Secondo la stima flash, l’Indice Markit PMI composito dell’Eurozona della produzione è diminuito a 52,7 punti dai 53,6 di gennaio, attestandosi sul livello più basso degli ultimi 13 mesi.

Peggiorano le notizie per il mercato del lavoro a causa del debole incremento dei nuovi ordini: le aziende hanno ridotto le nuove assunzioni di personale, riportando quindi l’incremento occupazionale più basso degli ultimi cinque mesi.

L’indice Flash PMI delle Attività Terziarie nella zona Euro si porta a 53 punti dai 53,6 di gennaio (valore minimo su 13 mesi) mentre l’indice Flash PMI del Manifatturiero si posiziona a 51 punti dai 52,3 di gennaio (valore minimo su 12 mesi).

A livello nazionale la Germania continua a mantenere un ritmo di crescita sostenuto, nonostante il tasso di espansione abbia raggiunto il valore più basso in sette mesi. In Francia c’è stato, invece, un ritorno alla contrazione sia nel settore manifatturiero che dei servizi. Le altre nazioni della zona euro hanno osservato un aumento dell’attività al tasso più debole dallo scorso febbraio.

Commentando i risultati flash dei dati PMI, Chris Williamson, Chief Economist presso Markit ha detto: “i dati deludenti dell’indagine PMI di febbraio aumentano esponenzialmente le probabilità di altri stimoli da parte della BCE a marzo. L’indagine, non solo ha indicato il tasso di crescita economica più debole in appena più di un anno, ma si sono intensificate anche le forze deflazionarie”. “I dati alimentano le attese di un possibile rilascio da parte della BCE di ulteriori alleggerimenti quantitativi e di un ulteriore abbassamento dei tassi di cambio già negativi durante il meeting di marzo”, conclude Williamson.

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