In Cina la crisi c’è e si vede: Longmay licenzia 100 mila dipendenti

Mentre il Presidente cinese Xi Jinping, in tour negli Stati Uniti, tentava di rassicurare il mondo sulla capacità della seconda economia al mondo di archiviare una crescita del 7%, una società cinese annunciava il più drastico taglio di posti di lavoro della storia recente del Dragone.

Nel tentativo di ripianare le maxi perdite causate dal collasso delle commodities e dal sempre minor appeal di alcuni tipi di combustibili, il produttore di carbone Heilongjiang Longmay Mining Holding Group, anche nota come Longmay, ha deciso di licenziare 100 mila dipendenti, circa il 40% della propria forza lavoro, nei prossimi tre mesi, come riportano alcuni quotidiani locali.

E la Heilongjiang Longmay non è un Gruppo “improvvisato”, ma il maggior gestore di miniere del Nord della Cina, oltre che una società di Stato.

Longmay, ha spiegato l’Amministratore Delegato della società, Wang Zhikui, si trova a un bivio: morire o sopravvivere, e dal momento che vuole sopravvivere, deve tentare ogni azione possibile, compresa la vendita di tutte le divisioni non-core, dunque non legate al carbone.

Va però precisato che il business del carbone potrebbe non risolvere la crisi societaria: la domanda di questo combustibile in Cina – che ne è il primo consumatore – è crollata negli ultimi mesi a causa del rallentamento dell’economia domestica, ma anche per la politica anti-inquinamento di Pechino.

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