IMU-TASI, Italia a due facce: al Sud manca un terzo del gettito

Nel frattempo, si continua a lavorare al progetto di unificare IMU e Tasi già ribattezzato Nuova Imu

Mentre nella maggioranza tiene banco la polemica senza fine sulla TAV, tornata prepotentemente alla ribalta nelle ultime ore, si lavora al progetto di unificare IMU e Tasi, già ribattezzato da molti Nuova Imu,

Rilanciata nelle scorse ore dalla Viceministra all’Economia Laura Castelli, esponente di punta dei Cinque Stelle, la fusione delle imposte era già stata depositata alla Camera lo scorso 7 dicembre dalla Lega che dunque ne rivendica la paternità. Come ha spiegato al Sole 24 ore Alberto Gusmeroli del Carroccio, primo firmatario del testo, il piano prevede una semplificazione delle imposte con un unico testo normativo che disciplina le imposte dirette locali sugli immobili.

L’imposta (a invarianza di gettito) va a definire come regime per l’aliquota massima il 10,6 per mille come somma delle due tasse. Di fatto sarà necessaria un’intesa con le amministrazioni comunali per stabilire la portata dell’imposta. Ed è lo stesso Gusmeroli a spiegare al quotidiano economico come sarà la nuova imposta: “L’idea è fare un’unica imposta, neutra. Insomma, semplificare oggi per ridurre l’imposta domani. É un mix virtuoso. Ridurre la tassazione e semplificare i sistemi è il modo migliore per far emergere il sommerso e far crescere l’economia”, spiega.

L’idea non dispiace affatto per il suo rapporto costi/benefici: circa 1,1 miliardi,

ITALIA A DUE FACCE – La Lega, dunque, va in pressing per inserire in manovra la riforma con bollettino pre-compilato. Anche in questo caso, infatti, c’è da fare i conti con un’Italia a due facce, come ricostruisce oggi Il Sole24Ore, in base agli ultimi dati raccolti dalla direzione Finanza locale del Viminale, che misurano alla perfezione le distanze di un Paese spaccato anche dal punto di vista dell’evasione Imu/Tasi: “ in Calabria – si legge sul quotidiano economico – manca all’appello il 43,2% degli incassi potenziali, in Campania la forbice fra gettito teorico e reale è del 38,6%, in Sicilia l’evasione è al 36,7% e in Basilicata al 35,6%. Dall’altra parte della classifica si incontra l’Emilia Romagna, con il 17,9%, insieme a Liguria (18,4%) e Lombardia (20,7%). Morale: i mancati incassi, 26,9% nella media nazionale, sono alti ovunque, soprattutto per un’imposta applicata ai beni più facili da controllare come sono gli immobili, ma al Sud si impenna per un insieme di ragioni: la macchina amministrativa ingolfata, i controlli inefficaci, ma anche la presenza di immobili abbandonati negli anni dalle famiglie che si sono trasferite altrove”.

Certo, in un contesto del genere, vietato aspettarsi miracoli dal modello pre-compilato. L’obiettivo, però, anche nelle valutazioni dei tecnici del Mef, è offrire un aiuto importante per favorire la compliance dei contribuenti.

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