Imprese, Patuanelli: in 3 settimane 400 richieste tavoli crisi

(Teleborsa) – “Ho ricevuto più di 400 richieste di convocazioni di tavoli e micro-tavoli di crisi in tre settimane. Stiamo cercando di dare risposte a tutti e di prendere in mano tutti i dossier”. Lo ha affermato il Ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, al Villaggio Contadino della Coldiretti a Bologna. Rispondendo a una domanda sulla crisi de “La Perla”, per cui sono stati annunciati 126 esuberi nella sede di Bologna, il ministro ha precisato che al momento “sulla questione specifica non ha novità”.

“Nelle emergenze ci siamo – ha aggiunto il ministro – ma vorrei avere a disposizione un range di strumenti da mettere in campo per prevenire i tavoli di crisi in modo che le imprese possano già avere un accompagnamento dal mio ministero per superare il momento di difficoltà. Il MiSE – ha sottolineato Patuanelli – deve essere al fianco delle aziende e non deve essere visto come un problema o solo come un risolutore finale di crisi aperte da tempo”.

Parlando in generale della crisi dell’economia, il ministro ha auspicato uno stop alle politiche dell’austerità e un rafforzamento degli investimenti per invertire la rotta. “I Paesi più indebitati hanno più problemi a fare manovre espansive”, tuttavia “non possiamo continuare ad utilizzare sempre lo stesso paradigma che quando si è in un momento di difficoltà non si investe. Invece, il momento di difficoltà è proprio quello in cui di devono fare investimenti anti-ciclici in modo da invertire la rotta”.

Secondo Patuanelli “il fatto che ci siano Paesi che hanno un debito pubblico maggiore di altri è evidente”, così come è evidente “che ci sono dei dumping di diversa natura in tutti i settori produttivi e l’Europa deve iniziare a ragionare come insieme, anche sui diritti del lavoro e sulla fiscalità. L’Unione europea non può continuare sulla strada dell’austerità e della rigidezza dei vincoli e dei parametri. Dobbiamo fare un ragionamento con l’Europa e penso che su questo ci siano delle buone aperture”.

Sul clima e l’emergenza cambiamenti climatici, Patuanelli ha osservato “Va migliorata la catena di valore e vanno fatti gli investimenti necessari affinché anche il settore agricolo possa continuare a contribuire al blocco dei cambiamenti climatici. Il tema dell’agricoltura ha un impatto, ma non possiamo pensare di scaricare sui coltivatori diretti i costi del necessario cambiamento di rotta sul tema dell’ambiente. Credo ci sia stato un impegno molto forte di Coldiretti e del settore agricolo per limitare al massimo l’impatto che questa attività antropica ha sull’ambiente. E’ già stato fatto molto, si possono ancora fare delle cose assieme. Ritengo ci siano dei margini, però qualsiasi azione che il Governo metterà in campo non deve andare a toccare ancora la questione della catena di valore che nel settore agricolo è fondamentale. Sappiamo che fatto 100, il valore di un prodotto venduto, solo 1,6 – ha concluso Patuanelli – arriva in tasca al coltivatore diretto. Va migliorata la catena di valore”.

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