Imprese, dalle Garanzie statali al potenziamento dei crediti d’imposta: gli aiuti

(Teleborsa) – Il dl aiuti include numerose misure per le imprese, cui è dedicato un corpus di norne, che ha natura temporanea ed “eccezionale”. Dal prolungamento delle garanzie statali al contributo per l’innovazione, le misure studiate per le imprese sono tante.

Le Garanzie statali di SACE e ISMEA

Il governo ha deciso di prolungare sino al 31 dicembre 2022 le Garanzie statali erogate tramite SACE sui prestiti concessi dalle banche alle imprese, per fronteggiare esigenze di liquidità riconducibili alle conseguenze economiche negative derivanti dalla crisi ucraina, compresa la necessità di aprire credito a supporto delle importazioni di materie prime o fattori di produzione la cui catena di approvvigionamento sia stata interrotta o abbia subito rincari.
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Inoltre, la garanzia del Fondo centrale di garanzia, nella misura massima del 90%, potrà essere concessa in relazione a finanziamenti che realizzino obiettivi di efficientamento o diversificazione della produzione o del consumo energetici.

Per le PMI agricole e della pesca e dell’acquacoltura, è prevista la concessione della garanzia diretta dell’ISMEA – Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare, pari al 100% dell’importo del finanziamento a beneficio delle PMI che abbiano registrato, nel 2022, un incremento dei costi per l’energia, i carburanti o per le materie prime.

Fondo contro la crisi ucraina

Fondo per il sostegno alle imprese danneggiate dalla crisi ucraina: sono stanziati 200 milioni di euro per il 2022 per l’erogazione di contributi a fondo perduto in favore delle imprese che abbiano perduto fatturato a causa dalla contrazione della domanda a seguito della crisi ucraina, abbiano registrato l’interruzione di contratti e progetti esistenti, siano state coinvolte nella crisi delle catene di approvvigionamento. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico saranno definite le modalità attuative della misura.

Rafforzamento dei crediti d’imposta

E’ previsto anche il rafforzamento di crediti d’imposta già esistenti: quello per investimenti in beni immateriali 4.0 la cui aliquota è aumentata sino 31 dicembre 2022 o 30 giugno 2023 se è stato effettuato un pagamento in acconto pari almeno al 20% del valore dei beni dal 20 al 50%; quello per formazione 4.0 le cui aliquote sono aumentate dal 50 al 70% (per le piccole imprese) e dal 40 al 50% (per le medie imprese); il tax credit per il cinema viene potenziato, sostituendo il vigente tetto massimo del 20% degli introiti derivanti dalla programmazione di opere audiovisive con il tetto massimo del 40% dei costi di funzionamento delle sale cinematografiche. Viene infine rifinanziato il Fondo IPCEI – Progetti di Comune Interesse Europeo a supporto di iniziative industriali strategiche.

Aiuti contro il caro materie prime

Nel decreto entrano anche aiuti per fronteggiare l’aumento dei prezzi materiali da costruzione: per consentire la prosecuzione della realizzazione delle opere pubbliche avviate e stimolare la partecipazione alle nuove gare si introducono misure per fronteggiare il caro-materiali e l’aumento dei prezzi dei carburanti e dell’energia. Lo stanziamento è di 3 miliardi di euro per il 2022, 2,55 miliardi per il 2023 e 1,5 miliardi dal 2024 al 2016.

Sostegno alla formazione

Al fine di promuovere l’interdisciplinarità dei corsi di studio e la formazione di profili professionali innovativi e altamente specializzati che possano soddisfare i fabbisogni espressi dal mondo del lavoro e dalle filiere produttive nazionali, le università possono promuovere “Patti territoriali per l’alta formazione per le imprese” con soggetti pubblici e privati e ricevere un contributo statale a titolo di co-finanziamento, in particolare al fine di colmare i divari territoriali. I Patti devono recare la puntuale indicazione di progetti volti, tra l’altro, a potenziare l’offerta formativa nelle materie STEM – Science, Technology, Engineering and Mathematics, integrate con altre discipline umanistiche e sociali.