Imprese, con la ripresa si riducono (lentamente) anche i default

(Teleborsa) – L’uscita dalla crisi favorirà una riduzione delle sofferenze delle imprese sui prestiti chiesti alle banche, ma il livello resterà ancora per qualche anno al di sopra dei livelli pre-crisi ed il rientro sarà molto graduale. Lo rivela un rapporto stilato da ABI e Cerved sulle sofferenze delle imprese. 

Quest’anno le sofferenze hanno toccato a giugno un livello del 3,9% e, stando alle previsioni e sulla base di attese di una progressiva ripresa del quadro macroeconomico, scenderanno al 2,3% solo nel 2017 (vale a dire che per ogni 100 euro di prestati 2,3 euro andranno in default), restando ancora 0,6 punti sopra il livello del 2008. 

Sono attesi “diffusi miglioramenti per tutte le fasce dimensionali di aziende già a partire dal 2015, con cali più marcati per le microimprese e una riduzione dei divari tra società maggiori e società minori”.

L’outlook sulle sofferenze prevede anche “una diminuzione delle nuove sofferenze in tutti i settori dell’economia già a fine 2015, con la sola eccezione delle costruzioni, per cui ci si attende un deciso miglioramento a partire dal 2016”.

Il report, infine, stima che le nuove sofferenze “caleranno in modo diffuso in tutto il paese, accompagnate da una progressiva riduzione dei divari territoriali, che si erano ampliati in modo significativo durante la crisi”. Sud e Isole saranno le aree che vedranno la diminuzione maggiore, ma resteranno sempre l’area a maggior rischio default. Le imprese del Nord-ovest si avvicineranno ai livelli del Nord-est, che si confermano quelle a minor rischio”. 

Il fattore critico, in questo quadro moderatamente ottimistico, resta l’elevato stock di crediti deteriorati accumulato durante la crisi”, che ha raggiunto i 200 miliardi, superando la soglia del 10% del totale dei crediti concessi alla clientela. Oltre il 70% di questo stock, pari a circa 144 miliardi, in crescita del 13,3% su base annua, e’ originato da prestiti erogati dalle banche alle società non finanziarie.

Secondo le previsioni, in assenza di interventi che favoriscano la cessione o lo smaltimento di porzioni significative di questi asset (creazione di una bad bank), lo stock di sofferenze è  destinato a crescere ancora nei prossimi anni.

Imprese, con la ripresa si riducono (lentamente) anche i default