Immobiliare, Nomisma: a Milano “effetto Covid” su tutti i comparti

(Teleborsa) – Il mercato immobiliare milanese nella prima metà dell’anno, contrassegnata dalla pandemia da Covid-19, è stato investito da una decisa contrazione delle compravendite, dall’indebolimento della domanda e da una leggera contrazione dei prezzi. Lo shock indotto dalla pandemia ha colpito sia il segmento residenziale sia il segmento commerciale. E’ quanto emerge dall’analisi del secondo Osservatorio Immobiliare 2020 di Nomisma.

Il mercato immobiliare residenziale che aveva chiuso il 2019 con un +3% annuo dei prezzi, nel primo semestre dell’anno ha registrato una leggera flessione dei prezzi (-0,4% su base semestrale). Rispetto ai prezzi di compravendita i canoni flettono di più (-0,9%) e con una maggiore accentuazione nei due mercati estremi, quello delle zone di pregio (-2,1%) e delle periferie (-1,4%). Il lockdown ha causato un allungamento dei tempi di vendita e di locazione: 3,3 mesi per la vendita che si sommano ai 3,9 mesi pre lockdown e 3,1 mesi per la locazione da sommare ai 2 mesi pre pandemia. Lo sconto praticato sul prezzo per gli immobili in vendita si attesta all’8,5%, mentre i rendimenti lordi da locazione al 4,9%.

Per il comparto non residenziale la battuta d’arresto ha investito tutti i comparti, ma con un’intensità maggiore per il commerciale che ha perso quote significative di mercato. In particolare, gli operatori hanno segnalato un calo della domanda di uffici e negozi, sia destinati all’acquisto sia alla locazione mentre l’offerta si è mantenuta stazionaria. Considerando il mercato degli uffici i prezzi nel semestre hanno subito una leggera flessione (-0,4%) e le locazioni in essere in parte sono state soggette alla rinegoziazione dei canoni, fenomeno che secondo Nomisma potrebbe accentuarsi nei prossimi mesi. A fronte di difficoltà economiche da parte delle aziende, per l’istituto di ricerca bolognese potrebbero verificarsi situazioni di morosità o inesigibilità dei canoni. In alcuni casi il ricorso allo smartworking potrebbe diventare permanente con un conseguente minore utilizzo degli spazi a uso ufficio e disdetta dei contratti di locazione in essere.

Nel comparto dei negozi, invece, in corso un lento processo di ritorno alle unità di vendita di prossimità che dovrebbe comportare un ridimensionamento delle superfici di vendita e, contestualmente una nuova spinta alla digitalizzazione con ricadute sulla gestione degli spazi e dell’offerta commerciale. Nel primo semestre dell’anno tengono i prezzi centrali (+0,2%), mentre si riducono leggermente nelle altre localizzazioni, con una media cittadina che si attesta sul -0,6%. Anche i canoni si ridimensionano ma a tassi molto contenuti (-0,3%) che potrebbero crescere di intensità nel secondo semestre dell’anno, in scia al’inasprimento delle difficoltà economiche di famiglie e imprese.

(Foto: Tumisu / Pixabay)

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