Immobiliare, crolla il numero di case all’asta

(Teleborsa) – L’accenno di ripresa economica si evince anche dal crollo del numero di case all’asta. Si tratta del terzo calo consecutivo del comparto, che nell’ultimo anno e mezzo ha registrato un vero e proprio crollo: rispetto all’inizio del 2017, quando aveva raggiunto le 33.304 unità, il totale delle abitazioni in vendita forzata è sceso del 55,9%. Il decremento riguarda sostanzialmente tutte le fasce di prezzo degli immobili in maniera uniforme. Lo riferisce il Rapporto semestrale sulle aste immobiliari del Centro Studi Sogeea.

Gli anni della crisi hanno colpito soprattutto gli appartenenti alle fasce di reddito medio-basse, costretti in molti casi a sacrificare il bene-rifugio per eccellenza, la prima casa, per non essere riusciti a fare fronte a un impegno finanziario. Rimane infatti costante, come accaduto in tutti i precedenti studi, la preponderanza sul mercato di immobili di non particolare pregio: il 68,2% delle case in vendita ha un prezzo inferiore ai 100.000 euro, quota che sale addirittura fino all’88,8% se si prendono in esame anche le abitazioni dell’intervallo tra 100.000 e 200.000 euro. 

A livello geografico il Centro del Paese ha fatto registrare un calo sostanzialmente in linea con quello nazionale (-31,9%), frutto dell’arretramento delle procedure dalle 4.822 di gennaio alle attuali 3.284. Clamorosi balzi all’indietro per il Mezzogiorno (-55,6%) e per le Isole (-60,3%), che si attestano rispettivamente a 2.023 e 1.476 abitazioni all’asta a fronte delle 4.554 e 3.716 di inizio anno. In totale controtendenza il Nord della Penisola, in cui si osserva una crescita del 20,8%: le vendite forzate sono infatti passate da 6.558 a 7.918, sfiorando il valore rilevato nell’estate 2017.

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