Ilva venduta alla cordata ArcelorMittal-Marcegaglia. Emiliano: “Decisione frettolosa”

(Teleborsa) – Il L’Ilva viene aggiudicata alla cordata AM Investco Italia, formata da ArcelorMittal e Marcegaglia. La notizia era nell’aria, anche se la conferma da parte del dicastero guidato da Carlo Calenda è arrivata solo ieri sera.

Il ministro ha firmato ieri il decreto che autorizza i Commissari straordinari del Gruppo Ilva in amministrazione straordinaria a procedere alla aggiudicazione dei complessi aziendali del gruppo Ilva ad Am Investco Italy, il cui capitale sociale risulta detenuto da ArcelorMittal Italy Holding S.r.l. (51%), ArcelorMittal (34%) e Marcegaglia Carbon Steel S.p.A. (15%).

“Siamo felici che Am Investco, il consorzio con Marcegaglia e Banca Intesa Sanpaolo, sia stato scelto come un affidabile partner per Ilva”, ha dichiarato il numero uno di ArceloMittal, Lakshmi N. Mittal, ricordando che il piano di rilancio predisposto per l’Ilva prevede “un significativo programma di investimenti” finalizzato al recupero di quote di mercato ed alla realizzazione del piano ambientale.

Stessa soddisfazione viene espressa da Antonio Marcegaglia, presidente e CEO della Marcegaglia Spa, il quale assicura “”ci impegneremo a fondo in spirito di collaborazione affinchè tutte le parti interessate possano trarre il massimo beneficio da questa straordinaria opportunità di rilancio del più grande asset siderurgico europeo che è Ilva”.

E’ di diverso avviso invece il presidente della regione Puglia, Michele Emiliano, il quale parla di decisione presa frettolosamente e per scopi prettamente politici. “Nulla nella fretta indiavolata del ministro Calenda risulta aver, anche incidentalmente, valutato gli effetti della sua decisione sulla vita dei tarantini”, ha detto.

Quanto all’Ilva, si svolgerà immediatamente una fase negoziale in esclusiva tra i Commissari straordinari e l’aggiudicatario finalizzata ad eventuali miglioramenti dell’offerta vincolante, come previsto dalla procedura di gara. Nel dettaglio, offerta di  Am Investco Italy prevede un corrispettivo di 1.800 milioni di euro ed un canone di affitto annuo 180 milioni.

Prevista anche l’esecuzione entro il 2023 del piano ambientale, in linea con quanto definito dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del  Territorio e del Mare, con l’effettuazione di investimenti per  1.137 milioni, tra i quali 301 milioni destinati alla copertura dei parchi minerari a tutela del territorio che insiste sulla centrale; 196 milioni alle cokerie e 179 milioni al piano acque. AM propone inoltre tecnologie per una ulteriore riduzione  dell’impatto ambientale quali: la separazione magnetica delle scorie fini, nastri trasportatori elettrostatici per contenimento delle polveri, tecnologie per la riduzione dei gas e tecnologie per il trattamento delle acque. Al di fuori del piano vengono previste nuove tecnologie (ad oggi ad un diverso stadio di maturità) adottabili per mitigare ulteriormente l’impatto ambientale, nonché la disponibilità alla valutazione  dell’impiego della tecnologia DRI e le condizioni della sua sostenibilità economica.

In relazione alla produzione. il piano prevede il mantenimento della produzione a 6Mt, sostanzialmente in linea con l’attuale, fino al completamento del Piano ambientale, come previsto dalla legge  e il successivo ripristino dei volumi nel 2024 ai livelli ante-sequestro nei limiti dell’AIA vigente (8Mt) mediante 3 altoforni.

Investimenti complessivi. L’offerta prevede investimenti per circa 2.400 milioni di cui 1.250 milioni di investimenti tecnologici e 1.150  milioni di investimenti  ambientali. 

Occupazione. Con riferimento ai livelli occupazionali il piano Am Investco Italy prevede un organico pari a 9.407 occupati (FTE) nel 2018, destinati a ridursi nell’arco del Piano a 8.480 occupati costanti. Il costo del lavoro per FTE è indicato in 50mila euro nel 2018 (in linea con i livelli attuali di ILVA S.p.A) e in 52mila euro a partire dal  2021.  Oggi l”organico delle società Ilva oggetto del trasferimento è composto da 14.220 lavoratori ed il ricorso alla CIG straordinaria  riguarda complessivamente un massimo di  4.100 addetti.

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