Ilva di nuovo nell’occhio del ciclone. Costa: “Occorre confrontare dati discordanti”

(Teleborsa) – E’ di nuovo alta tensione a Taranto per il caso Ilva, oggi di proprietà di Arcelor Mittal. Ad innescare un nuovo round di proteste è stata la decisione del sindaco di Taranto Rinaldo Mellucci di chiudere cinque scuole del quartiere Tamburi, prossimo allo stabilimento siderurgico ed adiacente alle cosiddette “colline ecologiche” costruite negli anni ’70, che separano il sito dalla città. Colline che negli anni si sono rilevate decisamente insufficienti a proteggere Taranto dall’inquinamento.

L’ennesimo provvedimento d’urgenza è stato preso dal primo cittadino di Taranto in seguito all‘allarme lanciato dall’associazione ambientalista Pacelink, che recentemente ha rilevato un aumento degli inquinanti cancerogeni di provenienza siderurgica nell’area interessata (quartiere Tamburi). Ma l’ARPA Puglia ha contestato questi numeri definendoli “impropri”.

Dal canto suo Arcelor Mittal afferma che le rilevazioni sono state effettuate con i “più alti standard” e che l’azienda è “pienamente conforme” a quanto prescritto dall’Autorizzazione integrata ambientale (AIA).

Anche per il Ministro Sergio Costa, l’aumento della produzione all’Ilva non comporterà un aumento delle emissioni inquinanti e ci sono scadenze da rispettare. Ieri a Bruxelles per il Consiglio Ambiente, il titolare del dicastero ha comunque ammesso che il territorio è “in sofferenza” ed ha confermato per oggi la riunione del “comitato tecnico” presieduto dal prefetto di Taranto, dottor Cafagna, cui parteciperanno Ispra, Arpa Puglia e la struttura sanitaria. Sarà l’occasione – ha detto – per mettere a confronto tutti gli attori e capire perché ci sono analisi discordanti.

Il titolare all’Ambiente ha inoltre precisato che il governo ha “ereditato una situazione data, a contratto firmato”, ricordando che “ci sono degli appuntamenti e paletti da rispettare”, ad esempio c’è la data del 30 aprile entro cui è previsto “il primo passo dell’impegno controfirmato da Arcelor Mittal per realizzare il 50% delle coperture del parco minerario, e quindi per l’abbattimento delle polveri”.

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