ILVA, Calenda: enti locali stanno mettendo a rischio operazione

(Teleborsa) – Ancora non si è trovata la quadra sull’ILVA.

“Mentre Governo, parti sociali e molti enti locali coinvolti stanno costruttivamente lavorando per assicurare all’ILVA, ai lavoratori e a Taranto investimenti industriali per 1,2 mld, ambientali per 2,3 miliardi e la tutela di circa 20.000 posti di lavoro tra diretti e indiretti, il comune di Taranto e la Regione Puglia decidono di impugnare il DPCM ambientale mettendo a rischio l’intera operazione di cessione e gli interventi a favore dell’ambiente”, ha dichiarato il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda.

“Nonostante la presentazione dettagliata di piano ambientale e industriale fatta al tavolo istituzionale del Ministero, peraltro disertato all’ultimo minuto dal Sindaco di Taranto,  l’impegno preso a convocare un tavolo dedicato a Taranto e l’anticipo dei lavori di copertura dei parchi confermato oggi dai commissari, continua la sistematica e irresponsabile opera di ostruzionismo delle istituzioni locali pugliesi – ha continuato il ministro – . Si tratta credo del primo caso al mondo in cui un investimento di riqualificazione industriale di queste dimensioni viene osteggiato dai rappresentati del territorio che più ne beneficerà. Spero vivamente che Regione e Comune abbiano ben ponderato le possibili conseguenze delle loro iniziative e le responsabilità connesse”, ha concluso Calenda.

Preoccupato anche il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia. “Siamo molto preoccupati dell’atteggiamento della Regione Puglia e del comune di Taranto nei confronti del più rilevante investimento industriale degli ultimi trent’anni nel Mezzogiorno. Governo e parti sociali si sono impegnati per il miglior piano possibile con l’obiettivo di salvaguardare ambiente e posti di lavoro”. “Ci auguriamo che le conseguenze dell’impugnazione non penalizzino ulteriormente un territorio e una popolazione che stavano trovando una soluzione equilibrata a problemi di anni”, ha concluso Boccia.

“La scelta del Governatore della Puglia, Michele Emiliano di ricorrere al TAR è da irresponsabili”, ha dichiarato il segretario generale della Fim Cisl, Marco Bentivogli. “Affidare al TAR il proprio disappunto per essere in un tavolo parallelo a quello col sindacato è un atteggiamento infantile e grave. Non si può trascinare una vicenda in cui è in ballo il risanamento ambientale e la difesa di migliaia di posti di lavoro a capricci per la propria visibilità politica. La Regione Puglia ha tante possibilità e responsabilità da esercitare per dare il proprio contributo positivo. Oggi ha deciso di buttare la palla in tribuna a danno di ambiente, occupazione e sviluppo. Prenda esempio dalle altre quattro regioni coinvolte che hanno ben accolto la loro partecipazione al tavolo istituzionale”.

La Fiom Cgil “ritiene indispensabile approfondire ulteriormente le questioni analizzate soprattutto in riferimento alle consistenti risorse economiche necessarie per l’attuazione degli interventi previsti, per un totale di circa 2,7 miliardi di euro. Si tratta di investimenti che se ben utilizzati possono dare risposta positiva al processo di ambientalizzazione e decontaminazione. A questo fine è necessario che il protocollo per la legalità annunciato dai commissari straordinari raggiunga gli obiettivi di evitare possibili infiltrazioni di organizzazioni criminali, e il rispetto di leggi e diritti a tutela dei lavoratori da parte dei soggetti imprenditoriali che si aggiudicheranno gli appalti”. “E’ necessario che ci venga presentato il piano industriale con tutte le articolazioni e il cronoprogramma per poter esprimere un giudizio, che ad oggi non è possibile. Per quanto riguarda il piano ambientale, che è strettamente collegato al piano industriale, continuiamo a ritenere necessario che venga fatta la valutazione del danno sanitario rispetto agli investimenti, cosa non prevista dal DPCM del 29/09/2017, attivando al contempo il tavolo specifico su questo tema con le Istituzioni locali, Arpa Puglia e le organizzazioni sindacali. La Fiom, inoltre, ritiene che la discussione finora intrapresa non presenta elementi di innovazione tecnologica, ne’ modifiche rispetto all’attuale ciclo produttivo. Ricerca e innovazione tecnologica sono temi fondamentali per il mantenimento e lo sviluppo dell’ILVA”.

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