Il terrorismo costa più di una guerra

(Teleborsa) – Il terrorismo ha un costo elevatissimo, intollerabile, sia in vite umane che più propriamente finanziario. Uno sguardo ai numeri disponibili suggerisce che le conseguenze del non agire superano i rischi di un conflitto in piena regola, cioè con le truppe sul terreno.

Il terrorismo ha ucciso 32.658 persone l’anno scorso, contro appena 3.329 vittime all’inizio del decennio, come dimostra l’indice elaborato dall’Institute for Economics and Peace.

L’anno scorso l’incremento del numero delle vittime ha visto un aumento dell’80% rispetto all’anno precedente, segnando il più grande salto, anno dopo anno, dall’inizio del millennio

Gli eventi cruenti di Parigi, così come l’aereo russo abbattuto in volo il 31 ottobre, segnano un nuovo capitolo nel conflitto e dimostra come l’Isis può devastare ovunque nel mondo.

Il terrorismo, oltre ad un costo in vite umane, ha anche un’ impatto finanziario. L’Institute for Economics and Peace, calcola che le azioni terroristiche, lo scorso anno, abbiano spazzato via dall’economia quasi 53 miliardi di dollari. Una cifra che può essere definita folle, cumulando costi diretti e indiretti per la perdita di vite umane, distruzione di proprietà e perdite per il pagamento di riscatti.

Christina Schori Liang, del Centro per la politica e la sicurezza di Ginevra, fa notare che l’Isis è “la più ricca organizzazione terroristica esistente, con un patrimonio stimato di 2 miliardi di dollari”.

L’Isis guadagna circa 1,5 milioni di dollari al giorno, dalla vendita di petrolio, producendo fino a 40.000 barili al giorno, venduti sotto costo a 20 dollari l’uno.

Il reddito dell’Isis ha però trovato nuova linfa dalla tratta degli schiavi, venduti all’asta, ma può contare anche su rapimenti a scopo di estorsione, che lo sorso anno gli ha permesso di incassare 45 milioni di dollari. In definitiva, contemplando anche l’attività di saccheggio, privato e bancario, le casse dello Stato Islamico possono contare su un apporto medio annuo di 500 milioni di dollari.

“L’Occidente ha finora omesso di impedire i guadagni finanziari dell’Isis, caratterizzati da una fluidità e da una ricchezza mai vista fino ad ora”, ha detto Christina Schori Liang.

Soffocare il flusso di denaro che permette di armare le milizie jihadiste, vorrebbe dire soffocare l’organizzazione, tanto quanto, o forse anche di più, di un bombardamento a tappeto dei suoi siti ed installazioni militari.

Il terrorismo costa più di una guerra