Il Salone dell’auto di Torino trasloca a Milano. Appendino: “Sono furiosa”

(Teleborsa) – Dopo cinque anni il Salone dell’auto, su decisione del comitato organizzatore, lascia Torino per andare a Milano. “Seguendo la nostra vocazione innovativa, abbiamo scelto per il 2020 di organizzare il Salone a Milano, in collaborazione con Aci – ha affermato il presidente del Salone dell’Auto Andrea Levy –. Sarà un grande evento internazionale, all’aperto e con una spettacolare inaugurazione dinamica nella giornata di mercoledì 10 giugno 2020. Ringraziamo la Città di Torino per aver collaborato in questi 5 anni alla creazione di un evento di grande successo, capace di accendere sulla città i riflettori internazionali”. Un annuncio che, ieri, nel giorno del lancio della 500 elettrica nello stabilimento Fca di Mirafiori, ha buttato sale sulla ferita aperta dalle Olimpiadi invernali del 2026, sfuggite al capoluogo piemontese per il no dell’amministrazione cittadina.

“Sono furiosa per la decisione del comitato organizzatore, è una scelta che danneggia la città” sbotta il sindaco Chiara Appendino. A pesare per il Sindaco di Torino sono state senz’altro le posizioni dei consiglieri comunali del M5s che, insieme ad alcuni ambientalisti, hanno presentato una mozione per chiedere che il parco Valentino, sede del Salone dell’auto, non venga più utilizzato per eventi fieristici. “Alla scelta hanno anche contribuito alcune prese di posizione autolesioniste di alcuni consiglieri del Consiglio Comunale e dichiarazioni inqualificabili da parte del vicesindaco” ha affermato Appendino. “Senza sottrarmi alle mie responsabilità – ha aggiunto il Sindaco che oggi pomeriggio incontrerà il vicepremier Luigi Di Maio, a Torino per incontrare i consiglieri e i militanti Cinque stelle – mi riservo qualche giorno per le valutazioni politiche del caso”. Valutazioni che, secondo i rumor, non riguarderebbe eventuali dimissioni bensì una possibile cacciata del suo vice.

“Ho sempre ritenuto che il Salone dell’auto sia una ricchezza della città e che si possa fare al Parco del Valentino con una mediazione tra esigenze degli organizzatori e fruizione del parco. Questa mia posizione è stata travisata per giustificare evidentemente scelte già assunte – ribatte il vicesindaco Guido Montanari –. Comprendo lo sconcerto e il disappunto della Sindaca e mi scuso per aver dato pretesto a polemiche strumentali”. Ma ormai il danno è fatto. Pur essendosi subito detta pronta a votare contro la mozione in Consiglio Comunale, Appendino non è riuscita ad avere la meglio perdendo un evento che lo scorso anno ha portato alla città 700mila persone.

“È un’altra doccia fredda – è l’amaro commento governatore del Piemonte del Alberto Cirio –. Torino non può continuare a perdere tutto quello che è stato costruito con anni di lavoro e fatica dai suoi cittadini, dalle istituzioni e da tutto il sistema produttivo e territoriale”.

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