Il Salone del Risparmio 2021: nuove sfide e opportunità per costruire un futuro sostenibile

(Teleborsa) – Mai come quest’anno l’attenzione è puntata sul Salone del Risparmio, per festeggiare il grande ritorno in presenza e per fare il punto della situazione post pandemica di un settore che è linfa vitale per l’economia reale. L’undicesima edizione del Salone del Risparmio si svolge dal 15 al 17 settembre 2021 al MiCo – Milano Congressi e, “a distanza”, tramite l’apposita piattaforma streaming RF Vision ideata da Assogestioni.

Sostenibilità, innovazione e ripresa post-pandemica

Al centro non poteva che esserci il dibattito su sostenibilità e innovazione, temi chiave del Green Deal europeo e fondamenta della ripartenza dell’economia reale post-pandemia. Ma anche la necessità di trasformare i risparmiatori in investitori, scoraggiando l’uso improduttivo della liquidità e canalizzando il risparmio verso impieghi più produttivi in linea con le aspirazioni di crescita sostenibile. “Da risparmiatore a investitore: la liquidità per costruire nuovi mondi” è infatti il titolo del Salone del Risparmio 2021, a voler testimoniare un nuovo corso per l’industria di fronte all’esigenza di mettere in moto la liquidità per costruire il futuro. Un futuro che vede al centro la digitalizzazione e le sfide del cambiamento climatico, ma anche la necessità di ridurre le diseguaglianze e valorizzare il capitale umano.

Che cos’è il Salone del Risparmio

Il Salone del Risparmio è il più grande evento del settore, organizzato ogni anno da Assogestioni, per consentire ai vari attori del mercato di fare il punto della situazione, condividere esperienze e nuove idee, avviare collaborazioni e valorizzare il proprio know-how e aggiornare la propria conoscenza su tematiche normative, fiscali ed operative riguardanti l’industria del risparmio gestito.

Il primo e secondo giorno sono a “porte chiuse”, vale a dire che l’ingresso è consentito solo ad operatori di settore, mentre la terza giornata è solitamente aperta anche al pubblico dei risparmiatori.

I numeri del risparmio gestito in Italia e in UE

Il risparmio gestito in Europa valeva 24.900 miliardi di euro alla fine del primo semestre del 2020, anno condizionato dall’emergenza sanitaria, che ha visto un rallentamento nel primo trimestre dell’anno a causa dello scoppio della pandemia e del conseguente lockdown. E’ quanto emerge dall’ultimo report dell’Efama, associazione rappresentativa del settore in Europa.

Il mercato, che evidenzia un trend in costante crescita dal 2008, quando valeva appena 10.800 miliardi di euro, ha toccato il suo record storico nel 2019, con 25.800 miliardi di euro di Asset under Managementi (AuM) ed una “Top Five” che comprende “Regno Unito (con una quita di mercato del 37,3%), Francia (17,6%), Germania (9,5%), Svizzera (8,3% e Italia (5,7%). Il resto d’Europa conta per poco più del 10% di quota di mercato.

Guardando al peso del settore rispetto al PIL si evidenzia un picco del 157% alla fine del primo semestre 2020, ma il dato è da prendere con le pinze, poiché il massiccio rallentamento del PIL ha fatto schizzare artificialmente il rapporto AuM/PIL per effetto del fermo dell’attività economica. Peraltro, il peso del settore rispetto al PIL è in costante crescita dal 2008, quando valeva appena l’81% del prodotto interno lordo dell’UE, per arrivare al 149% a fine 2019. Numeri che testimoniano la crescita del “peso” dell’industria rispetto all’economia.

In Italia il settore ha raggiunto alla fine del primo semestre un nuovo record storico in termini di patrimonio gestito complessivo, con 2.520 miliardi di euro, secondo i dati diffusi da Assogestioni. La quota prevalente delle masse (51,2%) è investita nelle gestioni collettive. Le sottoscrizioni registrate dal sistema nel 2° trimestre 2021 ammontano a 21,5 miliardi di euro, grazie in particolare ai fondi aperti che hanno contribuito per circa 17 miliardi.

Italiani, risparmio e l’amore per la liquidità

L’ultima indagine ACRI-Ipsos pubblicata a fine ottobre 2020, in vista della Giornata mondiale del risparmio, ha messo in luce l’intimo legame che lega gli italiani al risparmio. La crisi economico-sanitaria, poi, abbattendo i consumi, soprattutto quelli fuori casa per lo svago ed il divertimento, ha provocato un’impennata del risparmio. Ma c’è anche chi ha consumato poco e non è riuscito a risparmiare: le vittime di questa crisi.

E non si smentisce l’atavico legame degli italiani con la liquidità (il 63% la preferisce) o il mattone (per il 33% del campione), ma qualcuno si orienta anche su strumenti finanziari poco rischiosi (il 29%). Una tendenza accentuata dalla poandemia

A confermare gli effetti della crisi economico-sanitaria sul contante concorre il Rapporto ABI del 2020, che certifica un’impennata dei soldi liquidi sui conti correnti a 1.682 miliardi di euro, con una crescita anno su anno dell’8%.

Programma dell’edizione 2021

L’edizione di quest’anno del Salone del Risparmio conta oltre 10mila iscritti, 170 marchi rappresentati ed un ricco programma di appuntamenti, anche perché l’edizione 2020 è stata “contaminata” dalla pandemia. Sono in calendario 115 conferenze e seminari formativi ed è prevista la partecipazione di oltre 350 relatori che analizzeranno le sfide del risparmio gestito nel post-pandemia.

Fra le voci più attese quella dell’economista Premio Nobel Joseph Stiglitz su “Chi paga il conto?”. Attesi anche gli interventi del direttore generale del Tesoro Alessandro Rivera, la vice direttrice generale della Banca d’Italia Alessandra Perrazzelli, l’economista ex commissario alla spending review Carlo Cottarelli. Ad aprire gli eventi il Presidente di Assogestioni Tommaso Corcos, con la conferenza inaugurale “La liquidità per costruire nuovi mondi”. Una elazione che partendo dallo status dell’industria del risparmio gestito, in Italia e nel mondo, approfondisce i trend e le sfide per il futuro, dove innovazione e sostenibilità avranno un ruolo centrale non solo per il mondo finanziario ma per tutti i settori economici.

Fra gli appuntamenti più attesi la presentazione della seconda edizione del rapporto Censis-Assogestioni sulle scelte di investimento degli italiani, intitolato “Da risparmiatore a investitore sostenibile”, presentato da Fabio Galli, direttore generale di Assogestioni, e Giorgio De Rita, segretario generale Censis.

Non c’è sostenibilità senza alberi…

Al Salone del Risparmio 2021 va in scena anche il progetto Alberi Infiniti, per testimoniare l’importanza del tema ambientale e l’attenzione che l’industria del risparmio gestito riserva alla sfida ambientale ed al cambiamento climatico. L’iniziativa, promossa da Assogestioni, prevede la costruzione di uno spazio verde di 600 metri quadrati nell’area antistante il suo ingresso. Inoltre, grazie al sostegno di cinque tra i maggiori asset manager operanti in Italia – Amundi, Arca Fondi Sgr, BlackRock, Eurizon e J.P. Morgan Asset Management – e all’adesione al progetto Forestami, il Salone donerà alla città di Milano 625 piante, in grado di assorbire oltre 9 tonnellate di CO2 all’anno.

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