Il ruolo di Nissan nella fusione tra Fca e Renault

Lo scenario e le alleanze che avranno un peso determinante nelle prossime mosse di Fca

Il matrimonio tra il Gruppo Fca e Renault è in dirittura d’arrivo, ma resta da definire la questione legata a Nissan, casa automobilistica che attualmente ha una partnership importante proprio con i francesi.

In ballo c’è la Renault-Nissan-Mitsubishi Alliance, un’alleanza nata nel 2001 tra Renault e Nissan, poi allargata nel 2017 con Mitsubishi. La partnership tra i tre gruppi ha risvolti sia finanziari, con diverse partecipazioni azionarie, che operative, con la condivisione di tecnologie e piattaforme alla base dei veicoli immessi sul mercato.

Oggi, alla vigilia del consiglio di amministrazione Renault il cui tema centrale sarà proprio l’alleanza con Fca, arrivano le prime preoccupazioni da parte di Nissan. Il CEO Hiroto Saikawa si è detto disponibile a valutare le opportunità legate alla fusione e, negli interessi di Nissan, ha chiesto una revisione integrale degli accordi: “Credo che un potenziale ingresso di Fca nell’Alleanza possa espandere lo spazio per la collaborazione e creare nuove opportunità per ulteriori sinergie – ha dichiarato a Bloomberg il numero uno della casa giapponese – La proposta attualmente in discussione è una fusione completa che se realizzata modificherà in maniera significativa la struttura del nostro partner Renault”. In quest’ottica, secondo quanto riporta il Financial Times, i due rappresentanti di Nissan nel cda Renault si asterranno dal voto (ricordiamo che la casa giapponese detiene il 15% delle quote del gruppo francese).

La posta in gioco è alta dal momento che nel 2017, dopo l’ingresso di Mitsubishi, il gruppo francese ha raggiunto il primato mondiale con 10,6 milioni di auto vendute e ha stabilito una posizione dominante tra le auto elettriche plug-in grazie al traino della Nissan Leaf. Il filone delle auto elettriche finora è stato il fiore all’occhiello dell’Alleanza, quello che invece è mancato proprio al Gruppo Fca ancora molto legata a benzina e diesel. Zero emissioni è la parola chiave sposata anche da Renault con la Zoe e da Mitsubishi che ha portato in dote il crossover ibrido plug-in Outlander.

Nissan Leaf, ibrida plug-in

Nissan Leaf

Per la altre motorizzazioni, la strategia è ben delineata con Renault che controlla l’ampia fetta dei diesel e fornisce i motori a tutte le Nissan che hanno questo tipo di alimentazione. I giapponesi dal canto loro forniscono i motori per Renault Clio (2.0 16v 140 ch), Laguna, Espace e Vel Satis (3.5 V6 245 ch).

L’Alleanza ha collaborato attivamente anche nella produzione sinergica di veicoli simili ma destinati a mercati differenti. È il caso della variante a 3 volumi della Renault Clio: in Sud America ed Europa Centrale viene venduta sotto il marchio francese con il nome rispettivamente di Symbol e Thalia, mentre in Messico è sul mercato come Nissan Platina. Le versioni di Renault Kangoo, Trafic e Master sono state vendute da Nissan come varianti con il nome Kubistar, Primastar e NV400.

Fa parte del gruppo anche Lada (il marchio “europeo” della russa Auto VAZ), che è controllata per circa i due terzi proprio da una joint venture realizzata da Renault nell’ecosistema dell’Alleanza. Non dimentichiamo poi i progetti con Samsung, i marchi Dacia e Alpine (di proprietà dei francesi) alle quali si aggiungono le auto di lusso Infiniti e Datsun (sotto Nissan).

I veicoli di questa alleanza franco-nipponica condividono anche le piattaforme, soluzione che permette di abbattere decisamente i costi di produzione. Nissan Micra, Note, Juke, Renault Clio e Modus utilizzano la stessa piattaforma B; la C si estende a Nissan Qashqai e Renault Mégane; la D attraversa tre mercati diversi con Nissan Altima e Maxima negli USA, Renault Laguna in Europa, Samsung SM5 in Corea del Sud.

Alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi

Nella foto: Thierry Bollore (CEO Renault), Jean-Dominique Senard (Presidente Renault), Hiroto Saikawa (CEO Nissan), Osamu Masuko (CEO Mitsubishi).

Le opportunità per una collaborazione sono reali, come ha affermato lo stesso Hiroto Saikawa e a Fca farebbe molto comodo poter attingere ad una gamma di veicoli elettrici ed ibridi in modo da non dover più fare ricorso ad accordi come quello con Tesla per ottenere i cosiddetti crediti verdi imposti dalla normativa europea. Restano da chiarire eventuali sovrapposizioni su alcuni segmenti e sui mercati nei quali le case automobilistiche sono attualmente in competizione, per esempio nell’area Latam dove in questo momento Fca e Nissan sono molto forti con picchi rispettivamente in Brasile e Messico.

Il ruolo di Nissan nella fusione tra Fca e Renault